CNF notifiche via pec

Trova applicazione anche davanti al Consiglio nazionale forense in sede giurisdizionale la previsione – già dettata per i procedimenti civili – secondo cui “le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, secondo la normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici” per effetto dell’art.3,comma 1-ter, del Decreto legge 30 aprile 2020 nr.28, introdotto dalla Legge di Conversione 25 giugno 2020, n. 70, con effetti dal 30 giugno 2020.

Tale nuova disposizione ha, infatti, novellato il D.L. n. 179 del 2012, art. 16, comma 4, convertito, con modificazioni, nella L. n. 221 del 2012, estendendo anche ai procedimenti davanti al “Consiglio nazionale forense in sede giurisdizionale” la previsione – già dettata per i procedimenti civili – secondo cui “le comunicazioni e le notificazioni a cura della cancelleria sono effettuate esclusivamente per via telematica all’indirizzo di posta elettronica certificata risultante da pubblici elenchi o comunque accessibili alle pubbliche amministrazioni, secondo la normativa, anche regolamentare, concernente la sottoscrizione, la trasmissione e la ricezione dei documenti informatici”.

Disposizione, questa del citato art. 16, comma 4, che, tuttavia, non può trovare applicazione al caso di specie, in quanto comunque successiva alla definizione in sede giurisdizionale dinanzi al CNF del procedimento disciplinare nei confronti dell’avv. A. e, peraltro, successiva alla stessa proposizione del ricorso per cassazione da parte del medesimo avvocato, avvenuta con notificazione dell’8 giugno 2020.

Ciò posto, la notificazione della sentenza del CNF nei confronti dell’avv.[ ],resa pubblica in data 4 ottobre 2019, è stata effettuata in data 14 ottobre 2019 mediante deposito presso la segreteria del CNF (cfr. in atti relata di notificazione e, del resto, negli stessi termini sono le allegazioni del ricorrente a p. 1 dell’atto di impugnazione in questa sede) poiché l’interessato non aveva eletto domicilio in XXXX: ciò che risulta dalla stessa intestazione del sentenza del CNF e dal ricorso presentato dinanzi al medesimo Consiglio nazionale.

Peraltro, fermo restando che la decorrenza del termine di 30 giorni per impugnare detta sentenza muove, nel caso di specie, dalla data di deposito del provvedimento nella segreteria del CNF, giova porre in rilievo che quest’ultimo Consiglio ha comunque provveduto a notiziare l’avv. [] di tale avvenuto deposito mediante comunicazione a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo [indicato omissis] (lo stesso indirizzo che compare nell’intestazione del ricorso per cassazione in esame) in data 15 ottobre 2019, rendendo quindi edotto, in concreto, l’interessato dell’evento.

La notificazione del ricorso per cassazione dell’avv. [] al COA di [] al COA di [] e al Procuratore generale presso questa Corte è stata effettuata, a mezzo p.e.c., in data 8 giugno 2020, ben oltre, dunque, il termine di 30 giorni dalla notificazione delle sentenza effettuata ai sensi del R.D. n. 37 del 1934, art. 60, comma 3. Va, dunque, dichiarata l’inammissibilità del ricorso. Non occorre provvedere alla regolamentazione delle spese del giudizio di legittimità, non avendo gli intimati Consigli dell’ordine svolto attività difensiva in questa sede. dichiara inammissibile il ricorso. Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del citato art. 13, comma 1-bis, se dovuto.

Depositato in cancelleria il 21 dicembre 2020.

Cassazione Sez. Un. Civili, 21 Dicembre 2020, n. 29177

Pres. Curzio. Est. Vincenti.

 

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