Assistenza nel processo tributario.

Difesa del contribuente nel processo tributario. L’art. 12  del D.Lgs. n° 546/1992 (Assistenza tecnica) ha previsto l’obbligo per i contribuenti di farsi assistere in giudizio da un difensore abilitato, fatta eccezione per le controversie tributarie di valore inferiore a Euro 2.582,28.

Tra le categorie dei difensori indicate nell’art. 12 del D.Lgs 546/1992, possono essere abilitati alla rappresentanza ed alla difesa del contribuente, anche gli impiegati delle ex carriere dirigenziali, direttive e di concetto dell’Amministrazione finanziaria e gli ufficiali e i sottufficiali della Guardia di Finanza, collocati a riposo dopo almeno 20 anni di servizio effettivo. L’abilitazione all’assistenza tecnica si ottiene previa apposita domanda presentata dall’interessato e l’autorizzazione concessa consente l’abilitazione nell’intero territorio nazionale.

Decreto legislativo del 31/12/1992 n. 546. Disposizioni sul processo tributario in attuazione della delega al Governo contenuta nell’articolo 30 della legge 30 dicembre 1991, n 413. Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 9 del 13 gennaio 1993. In vigore dal 03/12/2005. Modificato da: Decreto-legge del 30/09/2005 n. 203, articolo 3 bis.

1. Le parti, diverse dall’ufficio del Ministero delle finanze o dall’ente locale nei cui confronti e’ stato proposto il ricorso, devono essere assistite in giudizio da un difensore abilitato.
2. Sono abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie, se iscritti nei relativi albi professionali, gli avvocati, i dottori commercialisti, i ragionieri e i periti commerciali, nonche’ i consulenti del lavoro purche’ non dipendenti dall’amministrazione pubblica.
Sono altresi’ abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie, se iscritti nei relativi albi professionali, gli ingegneri, gli
architetti, i geometri, i periti edili, i dottori in agraria, gli agronomi e i periti agrari, per le materie concernenti l’estensione, il classamento dei
terreni e la ripartizione dell’estimo fra i compossessori a titolo di promiscuita’ di una stessa particella, la consistenza, il classamento delle
singole unita’ immobiliari urbane e l’attribuzione della rendita catastale e gli spedizionieri doganali per le materie concernenti i tributi amministrati dall’Agenzia delle dogane. In attesa dell’adeguamento alle direttive comunitarie in materia di esercizio di attivita’ di consulenza tributaria e del conseguente riordino della materia, sono, altresi’, abilitati alla assistenza tecnica, se iscritti in appositi elenchi da tenersi presso le direzioni regionali delle entrate, i soggetti indicati nell’articolo 63,terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, i soggetti iscritti alla data del 30 settembre 1993 nei ruoli di periti ed esperti tenuti dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura per la subcategoria tributi, in possesso di diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioniere limitatamente alle materie concernenti le imposte di registro, di successione, i tributi locali, l’IVA, l’IRPEF, l’ILOR, e l’IRPEG nonche’ i dipendenti delle associazioni delle categorie rappresentate nel Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (C.N.E.L.) e i dipendenti delle imprese, o delle loro controllate ai sensi dell’articolo 2359 del codice civile, primo comma, numero 1), limitatamente alle controversie nelle quali sono parti, rispettivamente, gli associati e le imprese o loro controllate,in possesso del diploma di laurea in giurisprudenza o in economia e commercio o equipollenti o di diploma di ragioneria e della relativa abilitazione professionale; con decreto del Ministro delle finanze sono stabilite le modalita’ per l’attuazione delle disposizioni del presente periodo. Sono inoltre abilitati all’assistenza tecnica dinanzi alle commissioni tributarie i funzionari delle associazioni di categoria che, alla data di entrata in vigore del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 545, risultavano iscritti nell’elenco tenuto dalla Intendenza di finanza competente per territorio, ai sensi dell’articolo 30, terzo comma, del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 636.
3. Ai difensori di cui al comma 2 deve essere conferito l’incarico con atto pubblico o con scrittura privata autenticata od anche in calce o a
margine di un atto del processo, nel qual caso la sottoscrizione autografa e’ certificata dallo stesso incaricato. All’udienza pubblica l’incarico puo’ essere conferito oralmente e se ne da’ atto a verbale.
4. L’ufficio del Ministero delle finanze, nel giudizio di secondo grado, puo’ essere assistito dall’Avvocatura dello Stato.
5. Le controversie di valore inferiore a 5.000.000 di lire, anche se concernenti atti impositivi dei comuni e degli altri enti locali, nonche’ i ricorsi di cui all’art. 10 del decreto del Presidente della Repubblica 28 novembre 1980, n. 787, possono essere proposti direttamente dalle parti
interessate, che, nei procedimenti relativi, possono stare in giudizio anche senza assistenza tecnica. Per valore della lite si intende l’importo del
tributo al netto degli interessi e delle eventuali sanzioni irrogate con l’atto impugnato;in caso di controversie relative esclusivamente alle
irrogazioni di sanzioni, il valore e’ costituito dalla somma di queste. Il presidente della commissione o della sezione o il collegio possono tuttavia
ordinare alla parte di munirsi di assistenza tecnica fissando un termine entro il quale la stessa e’ tenuta, a pena di inammissibilita’, a conferire
l’incarico a un difensore abilitato.
6. I soggetti in possesso dei requisiti richiesti nel comma 2 possono stare in giudizio personalmente senza l’assistenza di altri difensori.

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