Intrasmisibilità sanzioni tributarie

Le sanzioni pecuniarie amministrative previste per la violazione delle norme tributarie hanno carattere afflittivo, onde devono inquadrarsi nella categoria dell’illecito amministrativo di natura punitiva, disciplinato dalla legge 

24 novembre 1981, n. 689, essendo commisurate alla gravità della violazione ed alla personalità del trasgressore, con la conseguenza che ad esse si applica il principio generale sancito dall’art. 7 della legge n. 689 cit., secondo cui l’obbligazione di pagare la somma dovuta per la violazione non si trasmette agli eredi, regola che costituisce corollario del principio della responsabilità personale, codificato nell’art. 2, 2° co., del medesimo decreto (Cass. nn. 25284 e 9094 del 2017; 13730 del 2015; n.7888/2002; n. 13894/2008).

Nel caso di specie, gli eredi riassumono il giudizio interrotto a seguito del decesso del loro de cuiusi che aveva impugnato preavviso di fermo di veicolo fondato su 59 cartelle, recanti crediti per sanzioni tributarie e sanzioni relative al c.d.s, insistendo nella originaria eccezione di nullità della notifica delle cartelle al portiere non seguite dall’invio della raccomandata informativa ed impugnando le sanzioni, in quanto intrasmissibil agli eredi dei trasgressori di leggi tributarie ai sensi degli artt. 3 e 15 della L. n. del 1929.

Cass. Civile Sez. 5, Sent. Nr. 28684 Anno 2018
Data pubblicazione: 09/11/2018

 

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