Cessazione attività forense

Cessazione di fatto senza cancellazione dall’Albo. Irrilevanza giuridica della cessazione di fatto dall’attività professionale dell’avvocato Le Sezioni Unite,hanno ribadito il principio di diritto, ormai consolidato, secondo il quale la decadenza dall’ufficio di avvocato e procuratore si verifica unicamente a seguito di cancellazione del professionista dall’albo di appartenenza. Tale formalità cristallizza il venir meno dello ius postulandi e fa venir meno la legittimazione del legale a ricevere gli atti per il cliente.

La cessazione di fatto dell’attività del legale oggetto di indagine nella fattispecie in esame, non assume alcun rilievo giuridico, tanto meno nei rapporti tra avvocato e parte assistita, posto che, come noto e più volte affermato dal giudice di legittimità, anche la sola rinuncia al mandato da parte del legale, non libera il procuratore, in adempimento del suo dovere di diligenza, a ricevere atti per conto del cliente ed a metterne prontamente lo stesso a conoscenza, eccetto che quest’ultimo non abbia già provveduto alla sostituzione del patrocinante e di ciò ne sia stata data notizia, all’ufficio ed alla controparte.

Cass., Sez. Un., 10 gennaio 2019, n. 487

 

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