Libertà, sciopero e giustizia

La Corte costituzionale e lo sciopero degli avvocati. Com’è noto la Corte costituzionale, con la sentenza n. 180 del 10-27 luglio 2018, ha dichiarato l’incostituzionalità dell’art. 2-bis della legge 13 giugno 1990 n. 146 (relativa all’esercizio del diritto di sciopero nei servizi pubblici essenziali), nella parte in cui consente che il codice di autoregolamentazione delle astensioni dalle udienze degli avvocati, nel regolare l’astensione nei procedimenti e processi in relazione ai quali l’imputato si trovi in stato di custodia cautelare, interferisca con la disciplina della libertà personale dell’imputato. È una sentenza tutt’altro che oscura che fissa alcuni importanti principi passibili di sviluppi processuali interessanti, non messi in luce dai primi commentatori. Il nucleo dispositivo della sentenza non si limita ad eliminare la facoltà riconosciuta all’imputato [dall’art. 4, comma 1, lett. b) del codice di autoregolamentazione] di chiedere espressamente che si proceda malgrado l’astensione del difensore, analogamente a quanto previsto dall’art. 420-ter comma 5 cpp…

Contenuti integrali alla fonte . Autore Simone Perelli,

sostituto procuratore generale presso la Corte di cassazione su Questione Giustizia

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