Esercizio arbitrario proprie ragioni

Esercizio arbitrario proprie ragioni.Distacco utenze ex coniuge. L’esigenza della tutela del diritto costituisce il nucleo del reato di esercizio arbitrario delle proprie ragioni per cui, in relazione ad esso, non è applicabile la scriminante dell’esercizio del diritto (per tutte, Sez. 6, n. 25262 del 21/02/2017), ben potendo l’esercizio di un diritto cosiddetto “contestabile” avvenire ricorrendo all’intervento dirimente del giudice, non essendo consentito legittimare l’autosoddisfazione per il superamento degli ostacoli che si frappongono al concreto esercizio del diritto. Si ritiene -invero- legittima la violenza sulle cose solo quando sia esercitata al fine di difendere il diritto di possesso in presenza di un atto di turbativa nel godimento della “res”, sempre che l’azione reattiva avvenga nell’immediatezza di quella lesiva del diritto, non si tratti di compossesso e sia impossibile il ricorso immediato al giudice, sussistendo la necessità impellente di ripristinare il possesso perduto o il pacifico esercizio del diritto di godimento del bene.

Corte di Cassazione,sez. VI pen. Sent. nr.13407 del 27.03.2019

 

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