Abbandono rifiuti e curatela fallim.

Rifiuti.Abbandono rifiuti e curatela fallimentare. Il curatore fallimentare non può essere destinatario, a titolo di responsabilità di posizione, di ordinanze dirette a tutela dell’ambiente per effetto del precedente comportamento del fallito, fatta salva l’eventualità di una sua responsabilità univoca, chiara ed autonoma implicante un contributo diretto e causale rispetto all’abbandono dei rifiuti.  …E’ indirizzo consolidato in giurisprudenza quello che nega la legittimazione passiva del Curatore fallimentare che non sia stato autorizzato dal Tribunale all’esercizio provvisorio dell’impresa e che non abbia posto in essere autonome condotte colpose attinenti alla cattiva gestione dell’impianto. Tale conclusione è suffragata dalla considerazione che egli non è un successore dell’imprenditore dichiarato fallito per cui non si verifica alcun effetto traslativo di diritti e, dunque, nessuna responsabilità per fatti commessi dall’imprenditore fallito in base al principio dell’eiuscommoda eius et incommoda. 

Secondo l’orientamento prevalente in giurisprudenza il Curatore fallimentare è titolare di un munus publicum che prevede il conferimento di poteri gestori aventi ad oggetto l’amministrazione dei beni del fallito funzionalizzata alla tutela degli interessi del ceto creditorio. Pertanto, a differenza delle ipotesi di successione universale o particolare nei diritti, la sua responsabilità può essere fondata esclusivamente sull’illecito gestorio e non su una relazione con un determinato bene o su una posizione delineata dalla legge….

 

TAR Piemonte Sez. I n. 309 del 18 marzo 2019

Fonte,lexambiente.com

 

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