Improcedibilità e prescrizione

Improcedibilità azione penale. Natura sostanziale o processuale. La difesa del ricorrente adduce, argomentando, tuttavia, la deduzione in maniera alquanto generica, che l’applicazione della causa di improcedibilità dell’azione penale per i soli reati commessi dal 01.01.2020 contrasta con il principio del favor rei previsto dall’art. 2 del c.p, invocando all’uopo specificamente l’applicazione del precedente della Corte Costituzionale n. 63/2019, che ha dichiarato costituzionalmente illegittimo – per violazione degli artt. 3 e 117, primo comma, Cost. – l’art. 6, comma 2, del d.lgs. n. 72 del 2015, nella parte in cui esclude l’applicazione retroattiva delle modifiche in mitius apportate dal comma 3 dello stesso art. 6 alle sanzioni amministrative previste per l’illecito di abuso di informazioni privilegiate, di cui all’art. 187-bis del d.lgs. n. 58 del 1998, sul presupposto che la norma censurata deroga irragionevolmente al  principio della retroattività della lex mitior in materia penale.

4.1.2. Con il richiamo a tale pronuncia deve intendersi che il ricorrente abbia inteso, di fatto, invocare la natura sostanziale del nuovo istituto di cui all’art. 344 bis cpp, sicchè illegittima ed ingiustificata sarebbe la non irretroattività di essa. Tale assunto non merita condivisione, atteso che alcuni fattori fanno propendere per la natura processuale della causa di improcedibilità in questione. Innanzitutto, la dichiarata finalità perseguita con l’introduzione dell’art. 344 bis c.p.p. della celere definizione dei processi di impugnazione, in ossequio al principio sancito nell’art. 111 della Cost. della loro ragionevole durata, con la previsione di una durata massima del giudizio di impugnazione, quale bilanciamento, all’introduzione dell’art. 161-bis c.p., secondo cui il corso della prescrizione del reato cessa definitivamente con la pronunzia della sentenza di primo grado. Inoltre, vanno considerate la collocazione dell’art. 344 bis c.p.p. nel codice di procedura penale, nell’ambito delle condizioni di procedibilità, e le modalità operative del maccanismo estintivo previsto dalla disposizione in questione, in cui il superamento della forbice temporale predefinita dal legislatore, salvo eventuali proroghe, incide, non sull’esistenza del reato, ma sulla possibilità di proseguire l’azione penale in quanto estinta.

Tali indici fanno altresì propendere per la diversa natura della causa di improcedibilità in questione rispetto alla prescrizione, per la quale più volte è stata affermata la natura sostanziale, in quanto pur determinando, sul versante processuale, l’arresto della procedibilità dell’azione penale, comporta l’estinzione del reato sul piano più specificamente sostanziale. Con l’innovativo istituto della causa di improcedibilità di cui all’art. 344 bis c.p.p. ad estinguersi è l’azione penale e non il reato, sicchè la natura processuale della norma comporta la conseguente operatività del principio “tempus regit actum”e la conseguente inapplicabilità retroattiva della disposizione in esame, fatta salva la diversa disposizione normativa parzialmente derogatoria di cui ai commi terzo e ss. dell’art. 2 L. 134/2021.
4.1.3. L’inquadramento “processuale” della norma di cui all’art. 344 bis c.p.p. non esclude che l’istituto abbia anche ripercussioni sostanziali, anche connesse all’indubbia novità dell’istituto che di fatto rileva in plurimi ambiti, ma esse rilevano quale mero effetto consequenziale all’improcedibilità dell’azione alla scadenza del termine fissato dal legislatore per la durata “ragionevole” del giudizio di impugnazione.
4.1.4. Neppure può essere ritenuta irragionevole la scelta del legislatore di fissare la decorrenza dell’applicazione delle disposizioni di cui all’art. 344 bis c.p.p. ai soli procedimenti di impugnazione che hanno ad oggetto i reati commessi a far data dal 10 gennaio 2020 (fatti salvi i processi già pervenuti in Cassazione, per i quali trova applicazione il comma 4), con una limitata retroattività della norma, corrispondendo tale scelta ad una finalità compensativa e riequilibratice che trova il suo fondamento nella circostanza che per i reati commessi antecedentemente al 10 gennaio 2020 non opera la normativa di cui alla L. n. 3/2019, relativa alla sospensione del termine prescrizionale dopo la sentenza di primo grado…

Cass. Penale Sez. 5 Sent. Nr. 334 Anno 2022
Presidente: SABEONE GERARDO
Relatore: PEZZULLO ROSA
Data Udienza: 05/11/2021

 

 

Print Friendly, PDF & Email