Codice comunicaz. elettroniche

La Consulta su norme sanzionatorie del Codice delle comunicazioni elettroniche.  Il Tribunale ordinario di Livorno, adito da un imprenditore individuale con opposizione a ordinanza-ingiunzione emessa dal Ministero dello sviluppo economico – Ispettorato territoriale della Toscana, dubita della legittimità costituzionale dell’art. 98, comma 9, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche), come modificato dall’art. 2, comma 136, lettera d), del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2006, n. 286, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione.

La disposizione è censurata nella parte in cui – a seguito delle modifiche introdotte dal citato art. 2, comma 136, lettera d) – stabilisce che «ai soggetti che non provvedono, nei termini e con le modalità prescritti, alla comunicazione dei documenti, dei dati e delle notizie richiesti dal Ministero [dello sviluppo economico] o dall’Autorità [per le garanzie nelle comunicazioni], gli stessi, secondo le rispettive competenze, comminano una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 15.000,00 ad euro 1.150.000,00». Tali limiti edittali sono frutto dell’intervenuta sostituzione delle parole «da euro 1.500,00 ad euro 115.000,00» contenute nella precedente versione della disposizione, e della conseguente moltiplicazione per dieci dei limiti minimo e massimo della sanzione….

…La Corte costituzionale, dichiara non fondate le questioni di legittimità costituzionale dell’art. 98, comma 9, del decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 (Codice delle comunicazioni elettroniche), come modificato dall’art. 2, comma 136, lettera d), del decreto-legge 3 ottobre 2006, n. 262 (Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 24 novembre 2006, n. 286, sollevate dal Tribunale ordinario di Livorno, in riferimento agli artt. 3 e 97 della Costituzione, con l’ordinanza indicata in epigrafe. Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 20 marzo 2019.

Corte Costituzionale. SENTENZA N. 115. ANNO 2019

Depositata in Cancelleria il 10 maggio 2019.

Print Friendly, PDF & Email