Avvocatura e Costituzione

Avvocatura e Costituzione. Garantismo: un’idea di Stato. Sintesi dei passaggi chiave degli argomenti analizzati e dibattuti in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario forense del CNF di ieri. Rilevanza pubblica del ruolo dell’avvocatura.

Non vi è ragione ‘di non riconoscere anche sul piano costituzionale la libertà e indipendenza dell’avvocato'(Casellati).

Consapevolezza dell’importanza del ruolo sociale dell’Avvocatura,funzione centrale rispetto a un’idea di società solidale, innanzitutto nel processo penale in cui si realizza il “garantismo” nella sua autentica declinazione che parte dal “ruolo di promotori della composizione sociale…dalla compassione, che è tutela dei più deboli, così come di chi è accusato di reati così terribili da essere giudicato non meritevole di difesa. Anche nei confronti di costoro, invece, «deve essere assicurato un processo condotto secondo tutte le regole e tutte le garanzie previste: e questa composizione basata sul garantismo è il più affidabile fattore di sicurezza sociale», «lo è assai più di una idea della pena tutta incentrata sul carcere o della tentazione di trasformare i cittadini in sceriffi. L’avvocatura deve farsi carico della «costruzione di una società solidale» a partire dalla «dialettica del confronto» e dall’esercizio «del dubbio come strumento per arrivare a una sintesi fra visioni in conflitto”. Netto il disvalore dei fautori della scomposizione”, individuati “in coloro che praticano il linguaggio d’odio, in modo non solo esplicito ma anche insinuante”(Mascherin)

L’orizzonte dell’Avvocatura non è il mercato ma il suo ruolo nel diritto (Casellati).

Ruolo insostituibile che essa svolge nella elaborazione della cultura giuridica del Paese che impone la necessità dello svolgimento dell’attività forense con autonomia e professionalità. A tal fine si rivela centrale la cura per la formazione continuativa e l’impegno per il rigoroso rispetto delle regole deontologiche.I temi in discussione confermano “la rinnovata consapevolezza della funzione anche sociale dell’avvocatura, chiamata a promuovere la tutela dei diritti fondamentali della persona in una società in dinamico mutamento” (Mattarella).

Essenziale la funzione degli avvocati nella democrazia, “con i loro «meriti acquisiti anche al di fuori delle aule di giustizia, soprattutto a tutela della libertà” (Bonafede).

Riconoscimento del ruolo dell’avvocato non soltanto a difesa dei diritti e degli interessi del cliente, ma anche dei diritti di tutti i cittadini e quindi un ruolo di carattere professionale e sociale. Per poter svolgere questo ruolo con competenza, l’avvocato deve essere anche libero, indipendente e autonomo.(Alpa)

La nostra professione è diventata più complessa, perchè sono venuti meno i parametri della certezza del diritto, che significa uguaglianza e anche prevedibilità del comportamento. Di fronte alla caduta della dimensione formale della norma, oggi condizionata dall’interpretazione giuridica, il ruolo dell’avvocato diventa ancora più mediatore». Di conseguenza, «Oggi, l’avvocato è chiamato a un ruolo di mediazione tra giustizia, politica e realtà sociale (Flick)

“Nel lavoro di bonifica costituzionale dell’ordinamento, l’avvocato ha un ruolo fondamentale: porta gli interessi della società civile dentro il sistema costituzionale e congiunge così la sua responsabilità verso il cliente e quella verso l’ordinamento». Questo è possibile perchè «se il difensore riesce a proporre al giudice una interpretazione della norma costituzionalmente conforme, da un lato ha risolto il caso in modo favorevole per il suo cliente, ma ha fatto anche fare un passo avanti all’ordinamento” (Silvestri).

“Il garantismo non è e non può essere un principio che si rivolge solo ai singoli, ma deve coinvolgere le garanzie costituzionale di tutto lo Stato (Fuzio).

Viviamo in una società molecolare e l’avvocato è proprio colui che può interpretare al meglio questa nuova realtà, perchè conosce la legge ma viene dalla società civile, vive i comportamenti e ha una sua naturale propensione a fare il gestore dei meccanismi»(De Rita)

“Il diritto cammina sulle gambe degli avvocati, che da sempre trovano le vie giurisprudenziali per dare applicazione ai diritti». Eppure, oggi la «società ha cambiato i suoi connotati e la crisi non è tanto economica quanto giuridica: molti istituti vanno riformulati, cambiandone proprio i parametri.(Prosperetti)

Per garantire i diritti servono magistrati, avvocati e accademia, che ricoprano anche un ruolo sociale. Oggi la difficoltà dell’avvocato è quella di rendersi conto che le categorie che aveva studiato all’università non sono più sufficienti a decifrare i fenomeni”. In termini giuridici, «il giusformalismo non è più sufficiente a risolvere i problemi: occorre prendere atto che non possiamo più ragionare in termini di fattispecie, ma in termini di valori, che sono quelli costituzionali, nella Carta europea diritti fondamentali e Carta europea diritti umani». “Il principio di effettività implica non tanto effettività del ricorso, ma effettività del rimedio: è quello che da effettività al diritto, ciò che si ottiene dal giudice”. (Alpa)

L’auspicio,  è “che l’avvocatura continui a svolgere, con sempre maggiore impegno la sua essenziale funzione libera e indipendente a tutela della collettività e dei diritti dei cittadini”. Le innovazioni legislative pongono il cittadino di fronte a realtà giuridiche nuove, che «rendono sempre più necessaria la funzione professionale dell’avvocato», chiamato a farsi «interprete e veicolatore professionale del diritto verso la collettività», offrendo assistenza alla parte tutelata, «in modo tale da prevenire la controversia». Occorre, dunque, «inserire l’avvocatura in una prospettiva sociale ed economica più ampia e affermarne sostanzialmente e quindi giuridicamente la posizione». Il confronto con le parti processuali e i loro difensori rappresenta per il giudice un momento imprescindibile del rendere giustizia, ha concluso, «perché le capacità professionali e l’apporto di conoscenza giuridica degli avvocati sono alla base delle buone sentenze del giudice».(Mammone).

Nel procedimento amministrativo, i poteri pubblici «sono soggetti al sindacato ad opera di un giudice, in quanto tale “terzo” ha sottolineato Patroni Griffi sicché è essenziale che in esso sia riportato ad effettive “condizioni di parità” quel rapporto che, nel procedimento amministrativo, è sbilanciato in favore dell’amministrazione». È dunque fondamentale «la qualità del contraddittorio processuale e, dunque, all’apporto “collaborativo” esplicato dall’avvocato» (Patroni Griffi).

Sintesi curata dall’Avv.Gaetano Provenzano

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