Cartella annullata, spese di lite

“In tema di riscossione tributaria, ove la cartella di pagamento sia annullata per omessa notifica di un atto presupposto, le spese di lite vanno poste, in solido tra loro, a carico dell’ente impositore e del concessionario alla riscossione, che siano stati convenuti insieme dal contribuente, essendo entrambi soccombenti, in base al principio di causalità, rispetto all’opponente, il quale è, invece, estraneo alla circostanza, rilevante solo nei rapporti interni, per cui il secondo ponga in essere atti dovuti su richiesta del primo”(Cass. ord. n. 7371/17). I giudici d’appello si sono manifestamente discostati dal superiore principio di diritto, in quanto hanno affermato che “la dedotta prescrizione, imputabile alla Regione Lazio, non può riverberarsi, in termini di condanna alle spese, sull’Agente della riscossione che, invece, ha svolto correttamente il suo operato”. D’altra parte, la notifica di una cartella di pagamento per un credito tributario ormai prescritto pone il contribuente in condizione di dover necessariamente impugnare l’atto per impedirne l’acquisizione di definitività, sicché la fattispecie non appare in alcun modo giustificare la deroga al generale criterio della soccombenza, che trova la sua ragione giustificativa nel principio di causalità, in forza del quale è tenuto a sopportare il carico delle spese del giudizio chi vi abbia dato luogo con il proprio comportamento (Cass. ord. n. 6614/18)

Cassaz.Sent. 8736/2018

http://www.italgiure.giustizia.it/xway/application/nif/clean/hc.dll?verbo=attach&db=snciv&id=./20180410/snciv@s65@a2018@n08736@tO.clean.pdf

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