ATP, spese giudiziali

Le spese relative al procedimento di accertamento tecnico preventivo vanno liquidate nel successivo giudizio di cognizione, anche laddove il ricorrente non ne abbia fatto espressa richiesta. Una volta acquisto, il fascicolo dell’accertamento tecnico preventivo entra a far parte della causa di merito, con l’effetto che la richiesta di liquidazione delle spese formulata dalla parte non può essere riferita solo alle spese per quest’ultima rna anche a quelie del procedimento preventivo, funzionalmente collegate a quelle per il giudizio. La Corte ha, invero, più volte precisato che le spese dell’accertamento tecnico preventivo devono essere poste, a conclusione della procedura, a carico della parte richiedente, e vanno prese in considerazione, nel successivo giudizio di merito ove l’accertamento tecnico sarà acquisito, come spese giudiziali, da porre, salva l’ipotesi di compensazione, a carico del soccombente ( Cass. n. 14268 del 2017; Cass. n. 15672 del 2005; Cass. n. 1690 del 2000).

L’orientamento va qui ribadito, evidenziando che l’impossibilità di porre le spese della procedura, a conclusione della stessa, ad un soggetto diverso dal ricorrente, derivante dalla natura istruttoria del procedimento e quindi dall’inutilizzabilità del criterio della soccombenza, appare di fatto superata nella causa di merito, e che trattandosi di spese affrontate in un procedimento strumentalmente collegato alla domanda ed alla sua decisione esse, pur se anteriori al giudizio, vanno a comporre le spese complessive della lite, con l’effetto che il giudice è tenuto a prenderle in considerazione senza necessità di esplicita domanda, essendo la regolamentazione delle spese di lite pronuncia accessoria e conseguenziale legata al criterio della soccombenza e dovenciu pertanto il giudice provvedervi anche in assenza di una espressa richiesta della parte vittoriosa.

Cassazione, sez.2, ordinanza nr. 15492 pubblicata il 7.06.2019

 

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