‘Spazzacorrotti’ e peculato

‘Spazzacorrotti’ e peculato. I Giudici della Suprema Corte di Cassazione  hanno depositato le motivazioni del provvedimento con cui, nel giugno scorso, è stata rimessa alla Corte costituzionale la questione di legittimità costituzionale della L. 3/2019 (“Spazzacorrotti”). Il profilo di censura vagliato dalla Corte di legittimità non consiste nella irretroattivita’ della legge n. 3/2019 (questione già sub iudice sollevata dalla Corte d’Appello di Lecce e dal Gup di Napoli), quanto nella inclusione del reato di peculato tra quelli per i quali viene operata, dalla norma criticata, una presunzione di particolare pericolosita’ sociale che inibisce la concessione delle misure alternative alla detenzione, in assenza di attività collaborativa con la giustizia.

E’ ormai costante e convergente l’azione nomofilattica della Suprema Corte  nel ritenere le presunzioni legali di pericolosità atte a pregiudicare il principio della proporzionalità della pena ed in contrasto con il fine rieducativo di essa, sancito dalla Costituzione.

Cass. Decis. 31853/2019

 

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