Consulta su artt. 548 e 540 cpc

Consulta su artt. 548 e 540 cpc. Nel corso di un procedimento civile di pignoramento presso terzi – nel quale la società terza aveva negato di essere debitrice della società esecutata e il creditore pignorante aveva contestato tale negativa dichiarazione – l’adito giudice dell’esecuzione del Tribunale ordinario di Viterbo, chiamato a decidere tale controversia, sollevava (con ordinanza iscritta al n. 155 del r. o. 2016) questione incidentale di legittimità costituzionale degli artt. 548 e 549 del codice di procedura civile, come novellati dall’art. 1, comma 20, numeri 3) e 4), della legge 24 dicembre 2012, n. 228, recante «Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2013)», per contrasto con gli artt. 2, 3, 24, commi primo e secondo, 81 e 111, commi primo, secondo, sesto e settimo, della Costituzione.

1.1.– Nel motivare il sospetto di violazione dei parametri evocati, il rimettente muoveva dalla considerazione che, a differenza del precedente regime processuale (in cui l’eventuale contestazione del debito del terzo pignorato comportava la sospensione della procedura esecutiva, l’instaurazione di un giudizio a cognizione piena e l’accertamento con sentenza del diritto di credito del debitore nei confronti del terzo), con le sopravvenute modifiche degli artt. 548 e 549 cod. proc. civ. (per effetto della richiamata legge n. 228 del 2012), si sarebbe dovuto procedere ad un accertamento sommario dinanzi allo stesso giudice dell’esecuzione, in cui, sotto plurimi profili, sarebbero venute meno diverse forme di tutela processuale del terzo pignorato, oltre che dello stesso creditore pignorante.

2.– Decidendo su tale questione, questa Corte, con ordinanza n. 64 del 2017, ha disposto la restituzione degli atti al giudice a quo, per il riesame della rilevanza alla luce delle modifiche legislative nel frattempo apportate alle disposizioni oggetto di censura dall’art. 13, comma 1, lettere m-bis) e m-ter), del decreto-legge 27 giugno 2015, n. 83 (Misure urgenti in materia fallimentare, civile e processuale civile e di organizzazione e funzionamento dell’amministrazione giudiziaria), convertito, con modificazioni, nella legge 6 agosto 2015, n. 132.

3.– Lo stesso giudice, con ordinanza iscritta al n. 143 del r.o. 2018, ha poi riproposto la riferita questione di legittimità costituzionale, reputando non satisfattive le modifiche introdotte dal richiamato ius superveniens.

La motivazione di questa ordinanza si sofferma, peraltro, pressoché esclusivamente sull’art. 549 cod. proc. civ., che, anche a seguito della sua nuova formulazione, violerebbe, infatti, secondo il rimettente, l’art. 111, primo comma, Cost., per avere abrogato il procedimento di accertamento dell’obbligo del terzo (che, prima, si svolgeva nelle forme ordinarie, a norma del libro secondo del codice di rito civile) e la sospensione necessaria del processo esecutivo, sostituendoli con una procedura non sufficientemente regolata dalla legge e rimessa, quasi completamente, alla interpretazione del giudice dell’esecuzione; gli artt. 111, secondo comma, e 24, primo e secondo comma, Cost., in quanto prevederebbe una procedura tuttora priva di adeguate ed effettive garanzie relative al “contraddittorio” nei confronti del terzo pignorato e al diritto di difesa; l’art. 111, commi sesto e settimo, Cost., per la mancata previsione di una adeguata motivazione dell’ordinanza con cui è chiamato a provvedere il giudice dell’esecuzione, e per l’omessa precisazione della sua natura e ricorribilità in cassazione; gli artt. 2 e 3 Cost., per il diverso trattamento, che ne deriverebbe, di fattispecie uguali, in tema di accertamento del credito e per lesione dei diritti fondamentali della persona in relazione al principio del giusto processo; l’art. 81 Cost., per aver introdotto una procedura sommaria, interna al procedimento esecutivo, nel contesto di una legge di bilancio e programmazione economica, cui è estranea la materia processuale.

 

Corte costituzionale. Sent nr. 172/2019

 

 

 

 

  Articoli 548 e 549 cpc Pign.presso terzi. Artt. 548 e 549 codice di procedura civile non contrastano con gli artt. 2, 3, 24, commi primo e secondo, 81 e 111, commi primo, secondo, sesto e settimo, della Costituzione. Consulta, sent.172/2019 Consulta 

 

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