Opposizione a cartella

 Opposizione a cartella per multe  da infrazioni al codice stradale.  “Qualora il ricorrente, con l’opposizione cd. recuperatoria al verbale di contestazione dell’infrazione al codice della strada proponga anche censure relative alla cartella esattoriale o, comunque, concernenti fatti verificatisi successivamente al predetto verbale, le stesse -pur potendo essere in concreto formulate con un unico atto di opposizione- soggiacciono tuttavia ai termini previsti dagli artt.615 e 617 c.p.c. Di conseguenza, i vizi afferenti il procedimento di notificazione della cartella di pagamento possono essere esaminati soltanto a condizione che il ricorso sia stato proposto nel termine di 20 giorni dalla notificazione della cartella medesima, mentre l’eccezione di prescrizione della pretesa sanzionatoria può essere fatta valere senza termine, in quanto trattasi di censura inquadrabile nell’ambito dell’art.615 c.p.c.”.

“L’opposizione alla cartella di pagamento,emessa ai fini della riscossione di una sanzione amministrativa pecuniaria comminata per violazione del codice della strada, va proposta ai sensi dell’art.7 del decreto legislativo 1 settembre 2011 n.150 e non nelle forme dell’opposizione alla esecuzione ex art.615 c.p.c. qualora la parte deduca che essa costituisce il primo atto con il quale è venuta a conoscenza della sanzione irrogata in ragione della nullità o dell’omissione della notificazione del processo verbale di accertamento della violazione del codice della strada. Il termine per la proponibilità del ricorso, a pena di inammissibilità, è quello di trenta giorni decorrente dalla data di notificazione della cartella di pagamento” (Cass. Sez. U, Sentenza n 22080 del 22/09/2017,Rv.645323).

La tutela dei diritti del destinatario della cartella di pagamento è assicurata da un lato mediante il cd. rimedio “recuperatorio” dell’opposizione al verbale mai notificatogli,da esperire nelle forme e nei termini di cui alla Legge n.689/1981 (oggi,del D.Lgs. n.150/2011) e dall’altro lato, mediante i rimedi oppositivi ordinari degli artt.615 e 617 c.p.c. “Così, col primo, come detto, potranno essere dedotti tutti i fatti estintivi sopravvenuti alla definitività del verbale di accertamento, tra cui evidentemente la prescrizione ai sensi dell’art.209 C.d.S. e dell’art.28 Legge n.689 del 1981 (quando la cartella di pagamento sia stata notificata oltre i cinque anni dalla violazione). In tale eventualità, la deduzione dell’omessa od invalida notificazione del verbale di accertamento non è fatta come motivo di opposizione a sé stante (riferito cioè al fatto estintivo contemplato dall’art.201, comma quinto, che va fatto valere nel termine di trenta giorni secondo quanto sopra), ma riguarda l’idoneità dell’atto notificato ad interrompere la prescrizione.

Evidente è allora la deducibilità della mancanza di questo (e di altri) atti interruttivi, senza limiti di tempo, in applicazione appunto dell’art.615 cpc. Parimenti, saranno contestabili con quest’ultimo rimedio tutte le pretese di pagamento dell’amministrazione e dell’agente della riscossione che trovino ragione in fatti precedenti l’iscrizione a ruolo ma successivi all’emissione del verbale di accertamento successivo.

Tuttavia, nel sistema delle opposizioni esecutive secondo il regime ordinario, l’irregolarità della sequenza procedimentale dà luogo ad un vizio deducibile ai sensi dell’art.617 c.p.c., quindi nel termine di venti giorni decorrente dal primo atto del quale l’interessato abbia avuto conoscenza legale” (punto 8.2 della sentenza delle S.U. n.22080/2017).

Cass. Civile Sez. 2 Ordin.Nr. 22094 Anno 2019

Data pubblicazione: 04/09/2019

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