Fisco e associazioni di fatto

La responsabilità personale e solidale prevista dall’art. 38 c.c., comma 2, per colui che agisce in nome e per conto dell’associazione non riconosciuta non è collegata alla mera titolarità della rappresentanza dell’associazione, bensì all’attività negoziale effettivamente svolta per conto di essa e risoltasi nella creazione di rapporti obbligatori fra questa ed i terzi, con la conseguenza che chi invoca in giudizio tale responsabilità è gravato dall’onere di provare la concreta attività svolta in nome e nell’interesse dell’associazione, non essendo sufficiente la dimostrazione in ordine alla carica rivestita all’interno dell’ente.(Cass. 8752/2017; Cass. 18188/2014; Cass. 26290/2007)….L’Agenzia delle Entrate,previa notifica di avviso di accertamento, ingiungeva a taluni soci e componenti del Consiglio direttivo di un’associazione non riconosciuta il pagamento di somme per omesse ritenute fiscali connesse a compensi erogati a terzi, quali responsabili solidali, ex art. 38 c.c.non riconosciute  

Cass. Civ. Sez. VI, 06/12/2018-21/01/2019, nr. 1489

 

 

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