Proced. disciplinare, modifiche

Procedimento disciplinare. Modifiche. Il Consiglio Nazionale Forense, nella seduta amministrativa del 12 luglio scorso, a seguito delle consultazioni di cui all’art. 50, comma 5, della Legge 31 dicembre 2012, n. 247, ha deliberato le modifiche all’art. 32 (sospensione cautelare), commi 1 e 4, secondo quanto di seguito trascritto, preceduto dalla relazione illustrativa: La modifica proposta si prefìgge di chiarire la procedura da utilizzare in ipotesi che,intrinsecamente, sono connotate da assoluta urgenza e che impongono un intervento del CDD a tutela dellimmagine della categoria. Il fatto che un avvocato sia stato attinto da misura cautelare detentiva o interdittiva ex art. 60, 1 comma L. 247/2012, richiede che, ovviamente nella doverosa tutela di diritti difensivi, l‘esame della fattispecie avvenga nel più breve termine e, ove ritenuto dal CDD, anche al di fuori delle scansioni procedimentali di cui allarticolo. 59 L. 247/2102 e degli arti. 20 e ss. dei capi IV, V, VI del titolo secondo del Regolamento 2/21014 del CNF La proposta appare coerente anche rilevato che la sospensione cautelare è prevista disciplinarmente dallart. 32 del titolo III del Regolamento CNF 2/2104. Tali modifiche consentono di restringere i termini della fase pregiudiziale e consentono di limitare i tempi di valutazione rispondendo alle esigenze già indicate.

MODIFICHE ALL’ART. 32, COMMI 1 e 4,
Art. 32. Sospensione cautelare 1. La sezione competente per il procedimento o, nel caso in cui non sia ancora designata una sezione secondo le modalità di cui al precedente art. 2, una sezione specificatamente incaricata dal Presidente soggetta alle medesime incompatibilità della sezione giudicante, può deliberare la sospensione cautelare dall’esercizio della professione o dal tirocinio, previa audizione dell’iscritto da parte di un componente della sezione appositamente delegato dal Presidente della medesima, quando l’autorità giudiziaria abbia disposto (1):
a) una misura cautelare detentiva o interdittiva irrogata in sede penale e non impugnata o confermata in sede di riesame o di appello;
b) la pena accessoria della sospensione dall’esercizio di una professione o di un’arte ai sensi deH’art. 35 del codice penale anche se con la sentenza penale di primo grado sia stata disposta la sospensione condizionale della pena;
c) una misura di sicurezza detentiva;
d) la condanna in primo grado per i reati previsti dagli articoli 372, 374, 377, 378, 381, 640 e 646 del codice penale, se commessi nell’ambito dell’esercizio della professione o del tirocinio, ovvero dagli articoli 244, 648bis e 648-terdel medesimo codice;
e) la condanna a pena detentiva non inferiore a tre anni.
2. La sospensione cautelare può essere irrogata per un periodo non superiore ad  un anno ed è esecutiva dalla data della notifica all’interessato del provvedimento che la infligge.

3. La sospensione cautelare perde efficacia nei seguenti casi:
a) qualora, nel termine di sei mesi dalla sua irrogazione, la sezione competente del Consiglio distrettuale di disciplina non deliberi il provvedimento sanzionatorio;
b) qualora la sezione competente del Consiglio distrettuale di disciplina deliberi non esservi luogo a provvedimento disciplinare;
c) qualora la sezione competente del Consiglio distrettuale di disciplina disponga l’irrogazione delle sanzioni dell’avvertimento o della censura.
4. La sospensione cautelare può essere revocata o modificata nella sua durata anche d’ufficio in ogni momento dalla sezione che l’ha disposta o comunque dalla sezione competente per il procedimento qualora, anche per circostanze sopravvenute, non appaia adeguata ai fatti commessi. Sull’istanza di revoca o di modifica presentata dall’interessato è competente a pronunciarsi altra sezione, diversa da quella che ebbe a disporre il provvedimento cautelare, designata dal Presidente del Consiglio distrettuale di disciplina.

5. Il Consiglio distrettuale di disciplina dà immediata notizia dell’adozione della sospensione cautelare o della sua revoca o della sua modifica al Consiglio dell’Ordine presso il quale è iscritto l’avvocato o il praticante affinché vi sia data esecuzione.
6. Contro la sospensione cautelare l’interessato può proporre ricorso al Consiglio nazionale forense nel termine di venti giorni dalla notifica del provvedimento, nei modi previsti per l’impugnazione dei provvedimenti disciplinari. Il ricorso non ha effetti
sospensivi dell’esecuzione.

(1)  II periodo «da parte di un componente della sezione appositamente delegato dal Presidente della medesima» è stato aggiunto, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa dell’11 aprile 2019.

 

Relazione-Modifica- Regolam.Disciplin. integrale aggiornato

 

NB.  Le modifiche approvate, con delibera immediatamente esecutiva, assunta nella seduta amministrativa del 12 luglio 2019, entrano in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul sito web istituzionale del Consiglio nazionale forense, avvenuta il 3 ottobre 2019.

Vedi approfondimento DEONTOLOGIA 

 

 

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