Sfera privata e deontologia

Confermato orientamento del C.N.F. nel riconoscere  rilevanza negativa deontologica ai comportamenti tenuto dall’avvocato anche nella sfera privata allorchè, venendo meno la dignità, la probità e il decoro, essi si riflettano sfavorevolmente sulla reputazione e di conseguenza sulla considerazione di cui la classe forense dovrebbe godere. Deve ritenersi disciplinarmente responsabile l’avvocato per le condotte che, pur non riguardando strictu sensu l’esercizio della professione, ledano comunque gli elementari doveri di probità, dignità e decoro e, riflettendosi negativamente sull’attività professionale, compromettono l’immagine dell’avvocatura quale entità astratta con contestuale perdita di credibilità della categoria. La violazione deontologica, peraltro, sussiste anche a prescindere dalla notorietà dei fatti, poiché in ogni caso l’immagine dell’avvocato risulta compromessa agli occhi dei creditori e degli operatori del diritto (Nel caso di specie, il professionista ometteva di versare il mantenimento della prole, subendo per questo una procedura esecutiva immobiliare. In applicazione del principio di cui in massima, il CNF ha ritenuto congrua la sanzione della sospensione dall’esercizio dell’attività professionale per un periodo di mesi sei).

Sent. CNF 13.12.2018 nr.177

 

 

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