INI Pec,Cassazione rettifica

Con ordinanza n. 29749/2019 pubblicata il 15 novembre 2019 a seguito di procedimento d’ufficio per la correzione di errore materiale, la Corte di Cassazione ha emendato l’ordinanza 24160/2019 che aveva affermato, con un obiter dictum, la inidoneità dell’Indice Nazionale degli Indirizzi di posta certificata INI-PEC -ritenuto non attendibile- dal quale estrarre gli indirizzi PEC per le notifiche in proprio da parte degli Avvocati. Con tale correzione è stata ristabilita la regola di diritto secondo la quale gli indirizzi pec sono estraibili da entrambi i registri pubblici, considerato che il registro “Reginde” contiene solo gli indirizzi dei professionisti, mentre quello “Ini- pec” ha portata più vasta, contenendo anche quelli delle aziende e delle società. Con la stessa ordinanza la Cassazione ha anche preannunciato che è in corso un procedimento identico di correzione di errore materiale anche per la sentenza 3709/ 2019, che per prima aveva affermato l’inadeguatezza delle notifiche a mezzo pec con indirizzo tratto dal registro pubblico Ini- pec. Viene,pertanto, riconosciuta la condivisibilità della tesi prospettata da diversi Avvocati esperti nelle tematiche in discussione e cultori della materia nonchè dal Cnf, correggendo d’urgenza la pregressa ordinanza per «evitare che detto principio venga inteso come espressione di un effettivo convincimento esegetico della Corte nei termini in cui figura letteralmente espresso».

E’ dunque valido ed efficace il principio enunciato dalle Sezioni Unite con la sentenza 23620/2018, in merito alla validità delle notifiche effettuate all’indirizzo di posta certificata tratto da INI-PEC e da REGINDE, in quanto pubblici elenchi ai sensi dell’art. 6-bis del d.lgs. 82/2005.

Ordinanza correzione 15.11.19

 

 

 

 

 

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