Appello contro decisioni CDD

Procedimento disciplinare forense. Gravame contro decisioni del CDD. Termine di trenta giorni. A norma dell’art. 61 della legge n. 247 del 2012, avverso le decisioni del Consiglio distrettuale di disciplina è ammesso ricorso al CNF nel termine di trenta giorni dal deposito della sentenza; mentre l’art. 50 del r.d.l. n. 1578 del 1933 prevedeva che le decisioni del C.O.A. e del C.N.F. dovessero essere notificate in copia integrale entro quindici giorni all’interessato ed al P.M., i quali avevano poi la possibilità di impugnare entro venti giorni dalla notificazione…

Ai fini di stabilire se l’atto di impugnazione proposto dall’avv. [] contro la decisione del C.O.A. di Milano fosse tempestivo o meno, occorre verificare quale dei due regimi suindicati sia ratione temporis applicabile al caso di specie. A tal proposito la giurisprudenza di queste Sezioni Unite ha già stabilito, con un orientamento al quale la pronuncia odierna intende dare ulteriore continuità, che in tema di giudizi disciplinari nei confronti degli avvocati, il termine per proporre ricorso avanti al  Consiglio nazionale forense previsto dall’art. 61, comma 1, della legge n. 247 del 2012, trova applicazione soltanto per i provvedimenti notificati successivamente al 10 gennaio 2015, data di entrata in vigore del Regolamento del C.N.F. 21 febbraio 2014, n. 2; ciò in quanto la regola transitoria dettata dall’art. 65, comma 1, della citata legge inibisce l’immediata applicazione delle disposizioni processuali sino al verificarsi dell’evento assunto dalla norma come rilevante, e cioè sino all’entrata in vigore dei previsti regolamenti (così la sentenza 13 dicembre 2018, n. 32360, in linea con le precedenti sentenze 12 settembre 2017, n. 21113, e 31 ottobre 2018, n. 27756).

Il discrimine tra le due discipline, in altri termini, è costituito dalla data di entrata in vigore del citato Regolamento del C.N.F., il quale è stato approvato il 21 febbraio 2014 ed è entrato in vigore il 10 gennaio 2015 (art. 38 della delibera stessa).

Né assume rilievo, rispetto a tale ricostruzione del sistema, la circostanza che la sentenza in esame sia stata pronunciata dal C.O.A. secondo il precedente ordinamento, anziché dal Consiglio distrettuale di disciplina previsto dal nuovo ordinamento della professione forense.

Facendo applicazione dei menzionati principi al caso in esame, si trae la conclusione che l’impugnazione della decisione del C.O.A. doveva avvenire secondo le regole fissate dalla legge n. 247 del 2012.

Come si è detto, infatti, quella pronuncia, benché assunta in data 28 maggio 2012, fu depositata solo in data 13 aprile 2015 e notificata all’interessato il 16 aprile 2015; per cui il ricorso in appello, depositato in data 12 maggio 2015, siccome proposto nel rispetto del termine di trenta giorni di cui all’art. 61, comma 1, della legge n. 247 del 2012, doveva essere ritenuto tempestivo…

Cass. Civile Sez. Unite. Sent. Nr. 31026 Anno 2019
Presidente: TIRELLI FRANCESCO
Relatore: CIRILLO FRANCESCO MARIA
Data pubblicazione: 27/11/2019

 

 

Print Friendly, PDF & Email