Notifica a pec non in Reginde

Notifica tramite Pec all’Avvocatura dello Stato. Indirizzo diverso da quello figurante nel Reginde. Nullità. Correttamente la Corte di Appello [] ha ritenuto nulla la notifica del ricorso in quanto effettuata ad indirizzo diverso da quello dell’Avvocatura dello Stato istituito per il processo telematico, indicato nel Reginde. Come infatti affermato nella pronuncia 11574/2018, in tema di notificazione degli atti processuali nei confronti dell’Avvocatura di Stato, l’uso dell’indirizzo PEC deputato alle comunicazioni istituzionali in luogo di quello destinato alle comunicazioni processuali è causa di nullità della notifica, che può essere sanata, con efficacia ex tunc (sulla nullità si veda anche la pronuncia 11574/2018, che ha affermato che in tema di notificazione a mezzo PEC, ai sensi del combinato disposto dell’art. 149 bis c.p.c. e dell’art. 16 ter del d.l. n. 179 del 2012, introdotto dalla legge di conversione n. 221 del 2012, l’indirizzo del destinatario al quale va trasmessa la copia informatica dell’atto è, per i soggetti i cui recapiti sono inseriti nel Registro generale degli indirizzi elettronici gestito dal Ministero della giustizia (Reginde),unicamente quello risultante da tale registro; ne consegue, ai sensi dell’art. 160 c.p.c., la nullità della notifica eseguita presso un diverso indirizzo di posta elettronica certificata del destinatario).

Attesa la nullità della notifica e non essendosi costituito il Ministero, la Corte del merito ha disposto la rinnovazione della notificazione ex art.291 cpc, assegnando all’appellante termine perentorio per detta rinnovazione; l’appellante non ha ottemperato a detto ordine, da cui è correttamente conseguita la declaratoria da parte della Corte del merito della inammissibilità dell’appello.

Ed infatti, come affermato, tra le altre, nella pronunce 13637/2017 e 23587/2006, la mancata ottemperanza all’ordine di rinnovazione della notificazione determina l’inammissibilità dell’appello ove il rinnovo sia stato del tutto omesso, venendo a mancare il contraddittorio, diversamente che nel caso di rinnovazione oltre il termine fissato, che comporta l’estinzione del processo. Va pertanto respinto il primo motivo di ricorso, rimanendo così assorbiti gli altri motivi. Nulla per le spese non avendo il Ministero svolto attività difensiva.

Ai sensi dell’art.13 comma 1 quater del d.P.R. 115 del 2002, va dato rton. atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso articolo 13. P.Q.M. Rigetta il primo motivo di ricorso, assorbiti gli altri.

Ai sensi dell’art.13 comma 1 quater del d.P.R. 115 del 2002, va dato atto della sussistenza dei presupposti per il versamento, da parte del ricorrente, dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma del comma 1-bis dello stesso articolo 13. 

Cass. civile. Sez. VI, Ordinanza n.30611 del 25/11/2019

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