Non togati nei Collegi

Giudici onorari nei collegi. La Cassazione rimette la questione alla Corte costituzionale. Sollevata questione di legittimita’ costituzionale degli articoli 65, 66, 67 e 68 del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69 recante “Disposizioni urgenti per il rilancio della economia” convertito, con modificazioni, dalla legge 9 agosto 2013 n. 98, in relazione al parametro di cui all’art. 106, comma 2, Cost. Rimessione alla Corte Costituzionale. Tra i rilievi di parte,si lamentava che l’intervento del Legislatore con il quale è stata prevista la nomina dei “Giudici ausiliari di appello” non risponde ad esigenze emergenziali di carattere temporaneo, ma introduce una misura strutturale con la quale si viene a costituire una magistratura parallela a quella professionale, con conseguente violazione del limite, stabilito dall’art. 106, comma 2, Cost., entro il quale al Legislatore è consentito procedere alla nomina dei magistrati onorari, ed ulteriore violazione dei parametri costituzionali dell’art. 25, comma 1 (precostituzione per legge del giudice naturale) e dell’art. 111, comma 2 (posizione di terzietà ed indipendenza del giudice) Cost., nonché del principio di eguaglianza (art. 3 Cost.) in relazione al diverso trattamento riservato al cittadino che vede trattata la sua causa in appello da un Giudice onorario anziché da un Giudice professionale…

La Suprema Corte ha ritenuto che …gli artt. 62 (Finalità ed ambito di applicazione), comma 1, 65 (Pianta organica dei giudici ausiliari. Domande per la nomina a giudici ausiliari), commi 1 e 4, 66 (Presa di possesso), 67 (Durata dell’incarico), commi 1 e 2, 68 (Collegi e provvedimenti. Monitoraggio), comma 1, e 72 (Stato giuridico ed indennità), comma 1 del decreto legge 21 giugno 2013 n. 69, convertito con modificazioni nella legge 9 agosto 2013 n. 98, non risultano coerenti con le norme costituzionali – così come interpretate dalla giurisprudenza del Giudice delle Leggi – che riservano l’esercizio della funzione giurisdizionale ai magistrati ordinari nominati per concorso (artt. 102, comma 1, e 106, comma 1, Cost.), limitando l’accesso – da effettuarsi anche mediante nomina elettiva – di magistrati onorari soltanto “a tutte le funzioni attribuite a giudici singoli” (art. 106, comma 2, Cost.), rimanendo in conseguenza esclusa l’assegnazione del giudice onorario all’esercizio delle funzioni giurisdizionali esercitate dagli organi collegiali, salva la possibilità di sostituzioni od integrazioni dei collegi, disposte con provvedimenti provvisori, in conseguenza di situazioni organizzative temporanee ed eccezionali tali che, a causa di vacanze di organico od impedimenti del magistrato professionale, ne impediscano la composizione ed il regolare funzionamento.

Non può non evidenziarsi, al proposito, la palese difformità in cui le norme del decreto legge si atteggiano rispetto alle successive ben diverse soluzioni adottate – proprio in relazione all’esercizio delle funzioni collegiali ed all’esercizio delle funzioni nei giudizi impugnatori – dal decreto legislativo 13 luglio 2017 n. 116 che se, da un lato, esclude che al giudice onorario addetto all’ufficio per il processo possano essere assegnati “i procedimenti di impugnazione avverso i provvedimenti del giudice di pace” (art. 11, comma 6, n. 2), dall’altro, limita l’accesso del giudice onorario agli organi collegiali civili solo quando sussistono particolari condizioni di emergenza organizzativa dell’ufficio, circoscrivendone l’attività alla trattazione dei soli giudizi già pendenti al momento. dell’assegnazione e con esclusione della materia fallimentare e di quelle attribuite alle
sezioni specializzate (art. 12).
Pertanto la eccezione di illegittimità costituzionale sollevata dalla parte ricorrente, in relazione al parametro dell’art. 106, comma 2, Cost., oltre che rilevante ai fini della decisione della causa, deve essere ritenuta non manifestamente infondata, non essendo possibile – a giudizio di questa Corte – salvaguardare la compatibilità costituzionale delle norme di legge denunciate attraverso una soluzione ermeneutica “orientata” dell’enunciato “tutte le funzioni attribuite a giudici singoli” contenuto nel comma secondo dell’art. 106, volta a riconoscere la piena ed assoluta identità di funzioni giudiziarie esercitabili dal magistrato professionale e da quella onorario, posto che tale soluzione ermeneutica renderebbe priva di autonoma portata precettiva la disposizione della norma costituzionale indicata a parametro, con evidenti riflessi anche sulla portata sistematica che deve essere, invece, riconosciuta al combinato disposto dal primo comma dell’art. 102 Cost. con il primo comma dell’art. 106 Cost., da cui emerge l’ineludibile opzione del Costituente che l’esercizio della giurisdizione venga affidato in via generale ai soli magistrati professionali.

Corte di Cass. Sez. III civile. Sent. nr.33032 del 09/12/2019. Rel. Cons. Dott. Stefano Olivieri

Print Friendly, PDF & Email