Imposta registro alla Consulta

Nella disciplina dell’imposta di registro – ma il discorso può riferirsi alla fiscalità nella sua interezza, e nei suoi risvolti tanto nazionali quanto sovranazionali – quello di prevalenza della sostanza sulla forma è principio imprescindibile ed anche storicamente radicato. Esso trova la propria origine, nell’ordinamento postunitario, con l’articolo 7 legge 585/1862, secondo cui: “la tassa è applicata secondo l’intrinseca natura degli atti e non secondo la loro forma apparente”; disposizione poi trasfusa nell’articolo 8 RD 3269/1923, in base al quale: “le tasse sono applicate secondo l’intrinseca natura e gli effetti degli atti dei trasferimenti, se anche non vi corrisponda il titolo o la forma apparente”.

L’art.19 del d.P.R. 634/1972, poi recepito dall’art.20 del vigente TUR, ha tenuto ferma questa impostazione di fondo, introducendo – a sintesi di un acceso dibattito dottrinale – l’attribuzione ‘giuridici’, riferita agli effetti dell’atto che vanno considerati nell’opera di riqualificazione.

Si tratta di principio che è stato costantemente valorizzato, nell’interpretazione della norma in esame, dalla giurisprudenza di legittimità secondo la quale – all’esatto contrario di quanto oggi portato dall’attuale formulazione dell’art.20 – la qualificazione dell’atto secondo parametri di tipo sostanzialistico, e non nominalistico o di apparenza, comporta la necessaria considerazione anche di elementi esterni all’atto e, in particolare, anche di elementi desumibili da atti eventualmente collegati con quello presentato alla registrazione.

Unica voce dissonante in un panorama giurisprudenziale di legittimità vastissimo e del tutto consolidato sul punto specifico (da Cass. nn.10743/13, 6405/14, 25001/15, fino a Cass. nn. 2050/17, 4404/18, 5748/18, 5755/18, 14999/18, 881/19 ed innumerevoli altre) è costituita da Cass.n. 2054/17 la quale, pur affermando che l’amministrazione finanziaria non è tenuta a conformarsi alla qualificazione giuridica attribuita al contratto dalle parti, ha poi stabilito che essa non può operare la riqualificazione del medesimo – ex art.20 – travalicando “lo schema negoziale tipico in cui l’atto risulta inquadrabile, salva la prova, da parte sua, sia del disegno elusivo sia delle modalità di manipolazione ed alterazione degli schemi negoziali classici”….

PQM, dichiara rilevante e non manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale, in rapporto agli articoli 53 e 3 Cost, dell’articolo 20 d.P.R.131/86, come risultante dagli interventi apportati dall’arti co.87^ I. 205/17 (I. di bilancio 2018) e dall’arti, co.1084^, 1.145/18 (I. di bilancio 2019), nella parte in cui dispone che, nell’applicare l’imposta di registro secondo la intrinseca natura e gli effetti giuridici dell’atto presentato alla registrazione, anche se non vi corrisponda il titolo o la forma apparente, si debbano prendere in considerazione unicamente gli elementi desumibili dall’atto stesso, “prescindendo da quelli extratestuali e dagli atti ad esso collegati, salvo quanto disposto dagli articoli successivi”; dispone la sospensione del presente giudizio…

 

Corte di Cassazione, Sez. 5 Civile. Ord. Nr. 23549 Anno 2019
Presidente: DE MASI ORONZO
Relatore: STALLA GIACOMO MARIA
Data pubblicazione: 23/09/2019

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