Contravvenzioni e continuazione

Continuazione nei reati contravvenzionaliSe, in linea generale per la punibilità delle contravvenzioni, è indifferente la forma della volontà colpevole, è necessario, tuttavia, accertare se nel fatto concreto ricorra l’una o l’altra forma di colpevolezza ogni qualvolta la legge faccia dipendere da tale distinzione un qualsiasi effetto giuridico (Sez. 1, n. 1975 del 13/12/1965, Rv. 100460). Sicchè, quando è dimostrato che le più violazioni hanno assunto tutte forma dolosa, l’istituto della continuazione è applicabile anche ai reati contravvenzionali (Sez. 3, n. 2702 del 22/01/1991, Rv. 186518)…La Corte di cassazione ha già affermato che è normalmente ammissibile, salva l’esclusione sulla base di concreti elementi di fatto, la continuazione tra il reato di costruzione senza concessione edilizia e quello di violazione dei sigilli di cui all’art. 349 c.p. e ciò sul rilievo che l’identità del disegno criminoso non consiste in una unità dell’elemento volitivo, ma in una unità di ordine intellettivo, per effetto del quale più reati sono riconducibili ad un programma unico, rivolto al raggiungimento di un determinato fine.

Pertanto è sufficiente che i singoli reati siano individuati nelle loro linee essenziali e concepiti anche in termini di eventualità, giacchè il momento volitivo si pone, di volta in volta, nella concreta realizzazione di ciascuno di essi (Sez. 6, n. 3353 del 02/12/1993, Rv. 198976; cfr., altresì, Sez. 6, n. 2996 del 13/11/1992, Rv. 193592, secondo cui è configurabile la continuazione tra il reato di costruzione abusiva e quello di violazione dei sigilli. Infatti da un punto di vista astratto, poichè la violazione dei sigilli, nel caso della costruzione abusiva si realizza anche attraverso la prosecuzione dei lavori di costruzione, è conforme alla logica ritenere che colui il quale si determina a realizzare una costruzione edilizia in violazione delle disposizioni vigenti in merito, ben può preventivamente proporsi di aggiungere, alle violazioni necessarie per pervenire allo scopo finale, anche quella di non tener conto di eventuali sequestri del manufatto e relative apposizioni di sigilli pur di proseguire e completare la costruzione; entrambe le pronunce sono citate, in termini adesivi, da Sez. 3, n. 40681 del 04/05/2018, n. m., e da Sez. 3, n. 36514 del 24/04/2015…

Corte di Cassazione. Sez. III, pen. Sentenza 3 dicembre 2019, n. 49026

 

 

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