Presidente CNF su prescrizione

Il Presidente del Consiglio Nazionale Forense, Andrea Mascherin, a Rainews. “La riforma della prescrizione è un intervento di settore inutile e sostanzialmente dannoso. È come se un cittadino prendesse un treno che sa quando parte ma non sa quando arriverà a destinazione”… “La mia è una valutazione prettamente tecnica, da tempo diciamo che i tempi del processo si affrontano con investimenti in strutture e personale. Composto il ‘parco degli attori della giurisdizione’ si può poi intervenire sugli aspetti procedurali. Se ci sono magistrati e personale amministrativo a sufficienza, non ci sarebbe addirittura il bisogno della prescrizione perché i tempi del processo sarebbero naturalmente contenuti”…

“Per quanto riguarda i cosiddetti strumenti dilatori utilizzati dalla difesa, chiedo a chiunque che faccia un solo esempio di strumento dilatorio usato dagli avvocati. Quasi il 70% delle prescrizioni avviene in fase di indagine preliminare quando gli avvocati non toccano palla, e il residuo 30% nelle fasi dibattimentali. Se l’avvocato o l’imputato chiede un rinvio la prescrizione si blocca, se l’avvocato chiede cento testimoni il giudice può ammetterne uno o può non ammetterne nessuno. Ripeto: non esiste nessuno strumento dilatorio tecnicamente percorribile dagli avvocati”.

In merito al ‘lodo Conte’, il presidente del Consiglio nazionale forense ha detto che “è una soluzione sbagliata perché il processo deve avere la ragionevole durata per tutti: per l’imputato, per chi è assolto, per le parti offese. È uno dei tanti compromessi al ribasso della politica sulla giustizia. Il problema è che la giustizia è diventato uno strumento di propaganda politica. Non c’è nessuna riflessione sull’interesse del sistema giustizia per il cittadino. Le riforme ormai si fanno sui sondaggi. Se all’indomani di un orribile ed efferato omicidio che scuote l’opinione pubblica la maggior parte degli italiani chiedesse di reintrodurre la pena di morte, la politica introdurrebbe la pena di morte. È un dramma per il Paese, stiamo mettendo in moto un pendolo che si sta allontanando drammaticamente dalla Costituzione”.

Il Presidente del CNF a Rainews

 

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