Ordine Avvocati Agrigento

Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Agrigento

Comunicazione del Commissario straordinario agli Iscritti

Prot. Nr.1783 del 15 Maggio 2020

Cari Colleghi del Foro, 

ricevo da molti di Voi numerose segnalazioni circa la difficoltà di contattare le Cancellerie, ai numeri telefonici indicati nei provvedimenti organizzativi adottati dal Presidente del Tribunale e dal Procuratore della Repubblica, per la prenotazione degli accessi necessari al compimento degli adempimenti urgenti, divenuti cospicui e inderogabili in relazione alla ripresa del corso dei termini processuali.

Desidero in primo luogo ringraziare quanti hanno responsabilmente ritenuto di contattarmi personalmente per rappresentare le difficoltà incontrate, nell’ottica di una sintesi funzionale alla proposta di soluzioni possibili che si addice alle funzioni istituzionali dell’Ordine Forense che, in questo particolarissimo momento di difficoltà, ho l’onore, ma, consentitemi di dire, anche l’onere, di rappresentare, insieme ai preziosissimi Avvocati Campo e Hamel, ben oltre i limiti, non solo temporali, della gestione commissariale, ordinariamente funzionale al pronto ripristino della rappresentanza elettiva.

Nella consapevolezza che il problema riguarda pure quanti tra di Voi. forse per prudenza, non mi hanno rivolto specifica segnalazione  e, in definitiva, tutti gli Avvocati indistintamente, nei giorni scorsi, ho più volte segnalato al Presidente del Tribunale ed al Procuratore il disagio della Classe.

In proiezione di una ottimizzazione della modalità di accesso ai servizi di cancelleria, ho anche segnalato la necessità di assegnare massima urgenza alle previste comunicazioni dei calendari di udienza relativi al periodo di ripresa, al fine di consentire a ciascun Avvocato di valutare responsabilmente il grado di urgenza dei correlati adempimenti di cancelleria, e di contingentare gli avvisi inoltrati dall’Ufficio del Pubblico Ministero ( conclusione indagini, richieste di archiviazione, decreti di citazione a giudizio) in funzione delle concrete possibilità di evasione da parte della segreteria delle conseguenti doverose richieste dei Difensori di accesso ai fascicoli in tempi adeguati alla cogenza dei correlati termini procedurali. 

Con particolare riguardo alla richiesta di copia dei fascicoli estesi ai sensi degli artt. 415 bis e 408 cpp, al pagamento dei relativi diritti, al rilascio conseguente, ho rappresentato al Procuratore, già nei primi giorni di maggio, la opportunità di prevedere l’assolvimento dei predetti adempimenti in forma telematica, come previsto, seppure limitatamente al deposito di atti difensivi, dall’art. 83, c 12 quater. 1 DL n. 18/20. convertito in L.n. 27/20. e sul punto specifico novellato dal DL n. 28/20.

Al fine, analogo, di razionalizzare gli accessi alle cancellerie, doverosamente espletati dai Difensori per l’assolvimento dei propri compiti, è in corso di definizione la rimodulazione di una convenzione, già esistente, a beneficio degli Iscritti, tra l’Ordine degli Avvocati di Agrigento e la società Lextel, da subito utilmente accessibile per il pagamento con modalità telematica dei diritti di copia, allo scopo di implementare il servizio con la possibilità di richiedere e ottenere copia delle trascrizioni delle udienze penali di tutti gli Uffici Giudiziari nazionali, mediante accesso alla piattaforma informatica dedicata.

Ho il dovere morale di informarvi che la disponibilità al confronto sul tema segnalato è stata immediata e attenta tant’è che. non causalmente, l’originaria disposizione che prevedeva, come in molti altri Uffici Giudiziari, l’onere defatigante della autocertificazione all’ingresso del Palazzo di Giustizia, è stata rimodulata e ridotta alla ordinaria esibizione del tesserino identificativo da parte degli Avvocati del Foro.

Mi è stato comunicato che la Procura di Agrigento, già la scorsa settimana, ha inoltrato al Ministero della Giustizia la richiesta di autorizzazione alla ricezione dei diritti di copia versati con modalità telematica al fine di dare seguito alla modalità di rilascio copia da remoto.

Il Presidente del Tribunale ha comunicato di avere sollecitato l’inoltro degli avvisi di udienza con massima urgenza e, per quanto riguarda le udienze penali che saranno trattate dal primo giugno, a partire dai primi giorni della settimana ventura.

Con particolare riguardo alle disfunzioni del servizio di prenotazione telefonica degli appuntamenti con le cancellerie mi è stato assicurato un risoluto intervento di potenziamento del personale addetto e, per quanto riguarda la Procura, anche di gestione delle chiamate mediante l’attivazione di un sistema di smistamento attivato proprio in questi giorni.

Allo scopo di razionalizzare la gestione delle inderogabili richieste di accesso alle cancellerie da parte dei difensori ed anche di cristallizzare eventuali disfunzioni, utili a fotografare l’ulteriore necessità di assegnazione di altro personale dedicato, mi permetto suggerire l’inoltro delle richieste, specificamente motivate in relazione alla urgenza, a mezzo pec indirizzata alle caselle di posta certificata già indicate nelle disposizioni organizzative del Presidente del Tribunale e del Procuratore della Repubblica, ai quali ho già anticipato il superiore proposito.

Ovviamente alla richiesta scritta e motivata di appuntamento dovrà seguire una comunicazione coerente e tempestiva della cancelleria.

È emersa, da ultimo, l’esigenza di richiedere un adeguata implementazione del servizio di Front-Office istituto con disposizione del Dirigente Amministrativo, risultando all’evidenza insufficiente il calendario previsto per le cancellerie delle diverse Sezioni Penali e Civili. Sul punto, sarà mia premura informarvi degli esiti della specifica interlocuzione che avvierò sin da oggi.

Colgo l’occasione per rappresentarVi anche la mia opinione in merito alla avvertita esigenza di una ripresa più ampia delle attività della Giurisdizione, a garanzia delle istanze civiche che l’Avvocatura rappresenta, ma anche della esigenza di normalizzazione della Professione e dei conseguenti riflessi che ciascuno di noi legittimamente attende. 

E sotto gli occhi di tutti la parziale disomogeneità delle soluzioni definite nei diversi Uffici Giudiziari nazionali derivante dalla scelta abdigativa maturata nella sede destinata, quanto meno, alla definizione di una piattaforma comune alle specifiche opzioni locali, cui ha fatto da contraltare: la mancata introduzione di strumenti informatici, efficienti e facilmente accessibili, utili a garantire l’effettività della Giurisdizione ed a riconoscerne la comprimarietà nel perimetro dei diritti fondamentali del cittadino; la permanenza di stringenti disposizioni normative circa la collocazione del personale di cancelleria in regime di lavoro da remoto; la vigenza di disposizioni stringenti, correlate alla emergenza sanitaria, circa la verifica delle condizioni di sicurezza dei luoghi di lavoro e pubblici come il Tribunale.

A me pare del tutto evidente che la riduzione, imposta da precise direttive ministeriali, del personale di cancelleria in servizio nei Palazzi di Giustizia a presidi più o meno congrui, nel più assoluto difetto di mezzi tecnologici utili a consentire la piena efficienza del servizio in regime di smart working, sia all’origine di inevitabili disfunzioni e abbia condizionato, al pari dei rigorosi parametri di valutazione circa la sicurezza sui luoghi di lavoro in tempo di emergenza sanitaria, le disposizioni relative alla ripresa delle attività di udienza.

Non a caso, pur nella parcellizzazione delle soluzioni di dettaglio adottate nelle diverse sedi locali, la ripresa delle attività di udienza, in lutti i circondari d’Italia, come emerge da una rapida scorta delle disposizioni rese disponibili sui siti web dei maggiori Uffici Giudiziari, risulta estremamente contratta.

È noto che gli organismi di rappresentanza dell’Avvocatura, il CNF e l’OCF, hanno stigmatizzato la mancata predisposizione di un piano nazionale omogeneo volto a garantire, con l’approntamento straordinario di mezzi e personale, la necessaria ripresa dell’attività giudiziaria e stanno conducendo conseguenti iniziative nelle sedi istituzionali proprie.

Fatta questa premessa, per onestà intellettuale, che ritengo coessenziale alla dignità della professione forense, non posso tacere che le disposizioni organizzative adottate nel circondario di Agrigento risultano orientate a dimensionare la c.d. “ripresa” in una proiezione più ampia rispetto a quella definita in altre sedi, con particolare riguardo a quelle, come la nostra, ricadenti in aree del Paese meno afflitte dalla epidemia.

Ciò non toglie che in parallelo alla progressiva attenuazione del rischio sanitario, pronosticata nelle prossime settimane e tale da motivare la graduale revoca delle inibizioni, alle attività produttive ed alle manifestazioni della vita sociale, introdotte nel periodo di emergenza, le soluzioni adottate possano essere rivisitate e rimodulate, come peraltro si accenna nello stesso provvedimento del Presidente del Tribunale, anche alla luce di proposte concrete che l’Avvocatura potrà avanzare.

In tale proiezione, insieme agli Avvocati Vincenzo Campo e Giovanni Hamel, con i quali mi onoro di condividere la responsabilità dell’incarico, precario e inaspettatamente duraturo, assunto con disinteresse a servizio della Classe, confermo la mia libera e incondizionata disponibilità al confronto con tutte le proposte concrete, e responsabilmente commisurate al complessivo quadro normativo che viene in rilievo sul tema del possibile ampliamento del perimetro delle attività di udienza e della ottimizzazione delle attività di cancelleria connesse, che vorrete inoltrarmi, anche informalmente, ai recapiti personali, che molti Colleghi conoscono già e che sono comunque reperibili all’Albo, oltre che a quelli dell’Ordine, per la formulazione di opportune proposte agli interlocutori istituzionali del circondario. 

Vi ringrazio per la pazienza e Vi saluto cordialmente.

Il Commissario straordinario

 

 

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