Pagamenti in contanti

Utilizzo del contante “tra soggetti diversi”: dal 1 luglio tetto 2000,00 euro. Con l’art.49 del D.LGS 231/2007, in attuazione della direttiva 2005/60/CE concernente la prevenzione dell’utilizzo del sistema finanziario a scopo di riciclaggio dei proventi di attività criminose e di finanziamento del terrorismo, furono introdotte in Italia limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore. Tale limite è stato più volte oggetto di modifiche: sino al 31 dicembre 2015 era di 1.000 euro, attualmente è di 3.000 euroDal 1 luglio p.v. entra in vigore il D.L. 124/ 2019, convertito con modificazioni dalla L. 157/ 2019, che fissa in € 2000,00 il limite all’utilizzo del contante. Dal 1 gennaio 2022 il limite scenderà ulteriormente sino ad € 1.000 euro

Il limite all’uso del contante comporta il divieto di trasferire denaro contante e titoli al portatore in euro o in valuta estera, effettuato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, siano esse persone fisiche o giuridiche, quando il valore oggetto di trasferimento sia superiore a quello del tetto fissato.

L’art.49 del D.LGS 231/2007 precisa che il trasferimento superiore al limite, quale ne sia la causa o il titolo, è vietato anche quando è effettuato con più pagamenti, inferiori alla soglia, che appaiono artificiosamente frazionati e può essere eseguito esclusivamente per il tramite di banche, Poste italiane S.p.a., istituti di moneta elettronica e istituti di pagamento.

Il divieto, pertanto, sussiste indipendentemente dalla natura lecita o illecita dell’operazione alla quale il trasferimento si riferisce, trattandosi di un illecito “oggettivo”, in cui non si rilevano – per la sussistenza della violazione – le ragioni che hanno determinato il trasferimento dei valori.

La violazione del tetto ha conseguenze per entrambi i soggetti che hanno effettuato il trasferimento: viola la norma sia chi effettua il pagamento in contanti sia chi lo riceve.(…) necessario capire il significato dato dal legislatore all’espressione “soggetti diversi”. Il MEF ha eliminato ogni incertezza chiarendo che si fa riferimento ad entità giuridiche distinte: due società; il socio e la società di cui questi fa parte; società controllata e società controllante; legale rappresentante e socio; due società aventi lo stesso amministratore; una ditta individuale e una società, nelle quali le figure del titolare e del rappresentante legale coincidono, per acquisti o vendite, per prestazioni di servizi, per acquisti a titolo di conferimento di capitale, o di pagamento dei dividendi.

Ciò comporta ad esempio che è possibile prelevare o versare in banca denaro contante di importo pari o superiore a 2.000 euro, in quanto tale operatività non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi.

È sempre possibile pagare una somma superiore al limite di legge parte in contanti e parte in assegno, cosi come accettare a fronte di una fattura unica, di importo superiore ai 2.000 euro, il versamento di denaro contante a titolo di caparra, purché il trasferimento in contanti sia inferiore alla soglia.

Avv. Giancarlo Renzetti – Delegato Cassa Forense Lazio

CFnews.it

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