Consulta su ordin penitenziario

Consulta. Ordinamento penitenziario. Permessi premio.Norma transitoria Applicazione retroattiva. Art. 4-bis, comma 1, della legge 26 luglio 1975, n. 354 (Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della libertà. Il presupposto interpretativo da cui muove il rimettente risulta profondamente modificato dalla sopravvenuta sentenza n. 253 del 2019, che ha dichiarato parzialmente incostituzionale l’art. 4-bis, comma 1, ordin. penit. proprio per quel che attiene all’assolutezza di tale presunzione, così consentendo la concessione del permesso premio anche in assenza di collaborazione con la giustizia, a norma…

dell’art. 58-ter ordin. penit., allorché siano stati acquisiti elementi tali da escludere, sia l’attualità di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva, sia il pericolo del ripristino degli stessi; che, «secondo la costante giurisprudenza di questa Corte, a fronte del sopraggiungere di pronunce di illegittimità costituzionale (ordinanza n. 26 del 2009) spetta al giudice rimettente valutare in concreto l’incidenza delle sopravvenute modifiche sia in ordine alla rilevanza, sia in riferimento alla non manifesta infondatezza delle questioni di legittimità costituzionale sollevate (ex plurimis, ordinanze n. 182 del 2019 e n. 154 del 2018)» (ordinanza n. 49 del 2020);

che tale verifica assume rilievo pregiudiziale rispetto all’esame dell’ulteriore vizio di legittimità costituzionale dedotto nell’ordinanza di rimessione e relativo alla mancata previsione di una disciplina transitoria volta a limitare l’applicabilità del disposto dell’art. 4-bis, comma 1, ordin. penit., modificato dall’art. 3-bis, comma 1, del d.l. n. 7 del 2015, come convertito, ai fatti di reato successivi alla modifica stessa, posto che anche questa seconda censura muove dal presupposto che sarebbe costituzionalmente illegittima l’applicazione retroattiva della «presunzione assoluta di pericolosità […] inserita nell’art. 4-bis ord. pen.»;

che, pertanto, deve essere disposta la restituzione degli atti al rimettente per un nuovo esame della rilevanza e della non manifesta infondatezza delle questioni, alla luce del mutato contesto normativo. Per Questi Motivi, LA CORTE COSTITUZIONALE ordina la restituzione degli atti al giudice rimettente.

Così deciso in Roma, nella sede della Corte costituzionale, Palazzo della Consulta, il 21 luglio 2020.

Depositata in Cancelleria il 30 luglio 2020.

CORTE COSTITUZIONALE. ORDINANZA N. 183.ANNO 2020. 

 

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