Udienza breve e compenso

L’art. 12, comma 1, del d.m. n. 55 del 2014, infatti, prevede che, ai fini della liquidazione del compenso spettante al difensore per le prestazioni professionali dallo stesso rese nel giudizio penale, si tiene conto, tra l’altro, “del numero di udienze, pubbliche o camerali, diverse da quelle di mero rinvio, e del tempo necessario all’espletamento delle attività medesime”. Il tempo necessario per lo svolgimento della prestazione professionale, quindi, purché svolta in udienza che non sia di mero rinvio, rileva unicamente ai fini della quantificazione del compenso conseguentemente maturato ma non può in alcun modo comportare che, in ragione della asserita brevità temporale di esecuzione della stessa, il compenso relativo possa essere addirittura negato.

Il tribunale, lì dove ha ritenuto che l’udienza preliminare era durata solo dieci minuti e che non vi era stata alcuna seria discussione ma solo “un simulacro di discussione, durato pochi secondi, in quanto le parti hanno rinviato … ogni questione controversa alla apposita sede dibattimentale”, negando la spettanza del compenso per la prestazione ivi svolta, non si è, quindi, attenuto al principio in precedenza espresso.

Cass. Civile Sez. 6 Ordin.Nr. 18791 Anno 2020
Presidente: COSENTINO ANTONELLO
Relatore: DONGIACOMO GIUSEPPE
Data pubblicazione: 10/09/2020

 

 

 

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