Cassazione, interruzione processo

Interruzione processo. Morte della parte in cassazione. Nel giudizio di cassazione la morte di una delle parti, sopravvenuta  dopo la rituale instaurazione del giudizio, non assume alcun rilievo (ex multis Cass. S.U. n.9692/2013) né ai fini della interruzione del processo, né per escludere la ultrattività del mandato. La particolare struttura della disciplina del procedimento di legittimità esclude l’applicabilità dell’istituto dell’interruzione del processoLa rinuncia al ricorso,pertanto, preclude l’esame di inammissibilità (“recte” improcedibilità) del ricorso derivante dalla eccepito rilievo della mancata sottoscrizione digitale del difensore del ricorso e relativa procura notificati tramite pec. In tema di impugnazioni, l’art. 13, comma 1 quater, del d.P.R. n. 115 del 2002, nel testo introdotto dall’art. 1, comma 17, della I. n. 228 del 2012, che pone a carico del ricorrente rimasto soccombente l’obbligo di versare un ulteriore importo a titolo di contributo unificato, non trova applicazione in caso di rinuncia al ricorso per cassazione in quanto tale misura si applica ai soli casi, tipici, del rigetto dell’impugnazione o della sua declaratoria d’inammissibilità o improcedibilità e, trattandosi di misura eccezionale, “lato sensu” sanzionatoria, è di stretta interpretazione e non suscettibile, pertanto, di interpretazione estensiva o analogica (ex multis Cass. 23175/2015).

Cass. Civile Sez. L Ordin.Nr. 19244 Anno 2020
Presidente: TRIA LUCIA
Relatore: TORRICE AMELIA
Data pubblicazione: 15/09/2020

 

 

Print Friendly, PDF & Email