Comunicazioni al cliente

Avvocato, comunicazioni via sms con assistito. …l’uso della messaggistica, che consente una comunicazione più immediata e veloce, non possa ritenersi in sé in violazione dell’art. 9 del NCDF poiché, per molti aspetti, ormai rappresenta un vero e proprio metodo di comunicazione avente anche valore legale e, che per di più, fornisce anche una valida prova nel processo. Anche gli attuali orientamenti giurisprudenziali, hanno ritenuto il messaggio quale valida prova nei rapporti contrattuali tra le parti essendo parificabile ad un documento informatico che consente la conoscenza della volontà delle parti stesse.

A tale proposito espresso richiamo circa il valore di prova della messaggistica l’ha confermato la S.C. con la sentenza n. 49016/2017 per cui i contenuti dei messaggi rappresentano la memorizzazione di fatti storici e quindi sono considerati alla stregua di prova documentale. Dalla lettura dei messaggi inviati dall’appellante all’esponente e dal loro numero si può poi desumere che si sia trattato di un normale sistema di interlocuzione che l’incolpato ha inteso utilizzare per rapportarsi con la propria assistita.
Si è trattato infatti di un numero comunque limitato di messaggi, aventi contenuto squisitamente professionale e cessati al momento in cui la [TIZIA] informava il ricorrente di
aver nominato un difensore di fiducia…

Consiglio Nazionale Forense, Decisione nr.28/2021, depositata il 20.02.2021.

Fonte:https://www.codicedeontologico-cnf.it/

 

GM/2021-28.pdf

 

Print Friendly, PDF & Email