Assunzione teste incapace

Incapacità a deporre. Secondo la giurisprudenza consolidata di questa Corte, la nullità della testimonianza resa da persona incapace, essendo posta a tutela dell’interesse delle parti, dà luogo ad una nullità relativa che, in quanto tale, deve essere eccepita subito dopo l’assunzione della prova, rimanendo altrimenti sanata ai sensi dell’art. 157, secondo comma, cod. proc. civ e qualora l’eccezione sia stata respinta, la parte interessata ha l’onere di riproporla in sede di precisazione delle conclusioni e nei successivi atti di impugnazione, dovendosi altrimenti ritenere rinunciata, con conseguente sanatoria della nullità per acquiescenza, rilevabile d’ufficio dal giudice in ogni stato e grado del processo (per tutte, Cass. Sez. Un. 23/09/2013, n. 21670).Pertanto, in sede di ricorso per cassazione, la parte che intenda dolersi dell’avvenuta assunzione di testimoni incapaci nei gradi di merito è tenuta, anche in ossequio al disposto dell’art. 366, primo comma, n. 6, cod. proc. civ., ad indicare di avere sollevato l’eccezione tempestivamente dopo l’assunzione della prova, così dimostrando che la dedotta nullità non sia rimasta sanata (tra le molte, Cass. 10/04/2019, n. 10120;Cass. 23/11/2016, n. 23896).

Cass Sent. nr. 20917/2021

Dep. in cancelleria il 21.07.2021

Print Friendly, PDF & Email