Pec, casella piena

Una notificazione è validamente effettuata all’indirizzo p.e.c. del difensore di fiducia, quale risultante dal ‘reginde’, indipendentemente dalla sua indicazione in atti, ai sensi dell’art. 16 sexies del decreto legge n. 179 del 2012 – come convertito dalla legge n. 221 del 2012, modificato dall’art. 47 del D.L. nr. 90/2014, convertito -a sua volta- dalla legge n. 114 del 2014, non potendosi configurare un diritto a ricevere le notificazioni esclusivamente presso il domiciliatario indicato (Cass., 24/05/2018, n. 12876); se però la notificazione telematica non vada a buon fine per ragione non imputabile al notificante. essendo invece addebitabile al destinatario per inadeguata gestione dello spazio di archiviazione necessario alla ricezione dei messaggi (Cass.20/05/19,n.13532, Cass.21/03/18,n.8029), il notificante stesso deve ritenersi  abbia il più composito onere, anche alla luce del principio della ragionevole durata del processo, di riprendere idoneamente il procedimento notificatorio  presso il domiciliatario (fisico) eletto, in un tempo adeguatamente contenuto (arg. ex Cass.Sez. U. 15/07/2016,nr.14594,che ha indicato il temine della metà di quello previsto

dall’art. 325, cod. proc. civ.; Cass. 19/07/2017, n. 17864, Cass.31/07/2017, n. 19059, Cass.11/05/2018, n. 11485, Cass.09/08/2018, n. 20700).

…la conclusione è in linea con il principio, recentemente ribadito, per cui dev’esser escluso che il regime normativa concernente l’identificazione del c.d. domicilio digitale abbia soppresso la prerogativa processuale della parte di individuare, in via elettiva, uno specifico luogo fisico come valido riferimento, eventualmente in associazione al domicilio digitale, per la notificazione degli atti del processo alla stessa destinati (Cass., 11/02/2021, n. 3557, pag. 5, in cui si richiamano: Cass. nn. 1982 del 2020, 2942 del 2019, 22892 del 2015).

Solo in tal caso potranno conservarsi gli effetti della originaria notifica: in tal senso e misura, si può raccogliere l’affermazione di Cass.18/11/2019 nr. 29851, secondo cui, più in generale, in caso di notifica telematica effettuata dall’avvocato, il mancato perfezionamento della stessa per non avere il destinatario reso possibile la ricezione dei messaggi sulla propria casella pec, pur chiaramente imputabile al destinatario, impone alla parte di provvedere tempestivamente al suo rinnovo secondo le regole generali dettate dagli artt. 137 e seguenti cpc e non mediante deposito dell’atto in cancelleria, non trovando applicazione la disciplina di cui all’art. 16, comma 6, ultima parte, del (citato) decreto legge n. 179 del 2012, prevista per il caso in ‘cui la ricevuta di mancata consegna venga generata a seguito di notifica o comunicazione effettuata dalla Cancelleria, atteso che la notifica trasmessa a mezzo pec dal difensore si perfeziona al momento della generazione della ricevuta di avvenuta consegna (RAC);

Cass.Civile, Sez. 3. Sent. nr. 40758

Presidente: VIVALDI ROBERTA

Relatore: PORRECA PAOLO

Data pubblicazione: 20/12/2021

Print Friendly, PDF & Email