Incidente esecuzione e sentenza CEDU

E’ da ritenere inammissibile la richiesta di revoca ex art. 673 cpp avente a oggetto la sentenza definitiva di condanna per concorso esterno in associazione mafiosa,interamente scontata in quanto l’art.673 cpp disciplina solamente i casi di abrogazione o di dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma incriminatrice, per cui il giudice dell’esecuzione revoca la sentenza di condanna o il decreto penale dichiarando che il fatto non è previsto dalla legge come reato e adotta i provvedimenti conseguenti. L’incidente esecutivo non può ritenersi la sede idonea a rimediare alla violazione dell’art. 7 CEDU commessa dal nostro ordinamento ai danni del richiedente e accertata dalla Corte europea dei diritti dell’uomo nell’ormai celebre sentenza del 14 aprile 2015…

PAT, digital full

Il PAT, a differenza del PCT (processo civile telematico), è processo interamente telematico perché non è data facoltà all’avvocato di depositare con modalità cartacea nemmeno gli atti con i quali la parte si costituisce in giudizio. L’unica modalità con cui depositare atti e documenti resta, quindi, quella telematica. Il deposito cartaceo è infatti consentito solo in casi eccezionali, come necessaria norma di chiusura e di elasticità del sistema.

Il PAT è anche il primo processo telematico interamente digitale: il D.P.C.M. 40/2016, oltre a prevedere la forma digitale degli atti di parte, introduce un principio innovativo con riferimento ai documenti. Si può parlare di un principio di preferenza del documento informatico, così come indicato dall’art. 12 D.P.C.M. 40/2016, per indicare che l’avvocato potrà depositare PDF ottenuti da copia per immagini di originali cartacei (le scansioni) solo qualora i documenti originali siano disponibili solo in versione cartacea.

Difensore,accessorio non indispensabile

La Camera Penale di Bologna ha denunciato che un Collegio del Tribunale del riesame ha deciso, prima ancora della celebrazione dell’udienza. Il problema è che siamo convinti, noi per primi, dell’integrità e della buona fede dei magistrati di quel collegio del Tribunale del riesame: ma è proprio questo che dovrebbe spaventare tutti, non solo noi. Simili episodi – almeno quelli conosciuti – rafforzano ancor di più l’esigenza di separare le carriere della magistratura requirente da quella giudicante…  L’ANM locale è subito intervenuta per affermare che “alcun elemento può porre in dubbio l’integrità e la buona fede dei magistrati coinvolti”, e che il diritto di difesa dell’interessato non avrebbe “in concreto subito né danni, né limitazioni”…

…La “pre-decisione” non mortifica solo i difensori, ma tutti i soggetti della giurisdizione e la stessa Costituzione…(uncpi)