Bollo e fattura elettronica

Come assolvere l’imposta di bollo su fatture elettroniche e documenti informatici rilevanti ai fini fiscali. Imposta di bollo, virtuale o cartacea, nelle fatture.Guida. L’articolo 6 del Decreto Ministeriale 17 giugno 2014 del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha regolamentato la modalità di assolvimento dell’imposta di bollo su fatture elettroniche, documenti informatici, libri informatici, registri informatici rilevanti ai fini tributari. Il decreto è stato integrato con le disposizioni indicate in premessa dal recente Decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 28 dicembre 2018 che ha modificato le modalità di determinazione e pagamento dell’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.Circolare dell’Agenzia delle entrate nr. 14/E del 17.06.2019

CNF,CF,OCF, modificare decr. fiscale

CNF, OCF e CF chiedono modifiche al decreto fiscale. Un documento, frutto del lavoro comune di Consiglio nazionale forense, Organismo congressuale forense e Cassa forense, con 11 proposte di modifica al decreto fiscale 2020 all’esame del Parlamento. E’ quanto è stato predisposto oggi, dalle componenti dell’avvocatura, in materia tributaria con la richiesta di emendamenti sui temi di interesse per gli avvocati e i liberi professionisti.

Le proposte, messe a punto da Cnf, Ocf e Cassa forense, vanno dalla richiesta di rimodulazione dei criteri di determinazione della Tari per gli studi professionali, alla possibilità, come avviene per le spese sanitarie, di detrarre le spese legali per i cittadini e all’incremento della dotazione dei fondi economici per l’istituto del patrocinio a spese dello Stato, in linea con il diritto di difesa sancito dall’articolo 24 della Costituzione.

INI Pec,Cassazione rettifica

Con ordinanza n. 29749/2019 pubblicata il 15 novembre 2019 a seguito di procedimento d’ufficio per la correzione di errore materiale, la Corte di Cassazione ha emendato l’ordinanza 24160/2019 che aveva affermato, con un obiter dictum, la inidoneità dell’Indice Nazionale degli Indirizzi di posta certificata INI-PEC -ritenuto non attendibile- dal quale estrarre gli indirizzi PEC per le notifiche in proprio da parte degli Avvocati. Con tale correzione è stata ristabilita la regola di diritto secondo la quale gli indirizzi pec sono estraibili da entrambi i registri pubblici, considerato che il registro “Reginde” contiene solo gli indirizzi dei professionisti, mentre quello “Ini- pec” ha portata più vasta, contenendo anche quelli delle aziende e delle società. Con la stessa ordinanza la Cassazione ha anche preannunciato che è in corso un procedimento identico di correzione di errore materiale anche per la sentenza 3709/ 2019, che per prima aveva affermato l’inadeguatezza delle notifiche a mezzo pec con indirizzo tratto dal registro pubblico Ini- pec. Viene,pertanto, riconosciuta la condivisibilità della tesi prospettata da diversi Avvocati esperti nelle tematiche in discussione e cultori della materia nonchè dal Cnf, correggendo d’urgenza la pregressa ordinanza per «evitare che detto principio venga inteso come espressione di un effettivo convincimento esegetico della Corte nei termini in cui figura letteralmente espresso».