DPCM del 2 aprile

DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 1 aprile 2020. Disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, recante misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19, applicabili sull’intero territorio nazionale. (20A01976) (GU n.88 del 2-4-20.

Giustizia in quarantena

“…La Giustizia può essere messa in quarantena? Si può affrontare una crisi umanitaria, con la radicale compressione delle libertà costituzionali cui stiamo assistendo,senza giustizia? Lo stato di emergenza per ragioni di sanità seguito all’epidemia da coronavirus, dopo aver aleggiato sinistro sulle aule di giustizia per oltre un mese – dal 31 gennaio, giorno in cui il Governo lo ha proclamato –, si è abbattuto sul sistema giudiziario, come una valanga che tutto travolge e seppellisce, il 9 marzo 2020 quando, col dl n. 11/2020, l’attività giurisdizionale è stata “sospesa” con limitate eccezioni connesse o allo stato di restrizione della libertà personale per il processo penale o alla vulnerabilità del destinatario della tutela per il processo civile…segue…

Penalisti scrivono al Ministro

La lettera dell’Unione delle Camere penali al Ministro Bonafede, per chiedere che si torni nelle aule dal 15 aprile, nel rispetto delle ordinarie regole di cautela del distanziamento sociale e che non si estendano, in sede di conversione del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, le già eccezionali disposizioni in tema di celebrazione a distanza dei procedimenti penali con gli imputati detenuti che ne facciano richiesta, ora anche ai procedimenti con imputati liberi.

Non si può stravolgere il processo, violarne le regole basilari più sacre e secolari, cioè quelle della materiale presenza in aula dei giudici, dei pubblici ministeri e degli avvocati, della garanzia di segretezza delle camere di consiglio, della inviolabilità dei colloqui tra l’avvocato ed il proprio assistito. Occorre anche una riflessione seria sulla inopportunità di mantenere integra la sospensione feriale del mese di agosto, che peraltro prassi giudiziarie poco virtuose già di norma dilatano ben oltre quei trenta giorni. Il Governo receda da queste irragionevoli e gravissime prospettive di autentica illegalità processuale, che i penalisti italiani non mancherebbero di avversare, nei processi e fuori da essi, con tutta la forza della quale sono capaci…segue…