Lentezza processi civili

Giustizia, Italia fanalino di coda in Europa: lentezza dei processi civili costa 96 miliardi.Nella classifica mondiale ci piazziamo 158esimi dopo Gambia e Mongolia. I fascicoli accumulati superano i 6 milioni. Azzerare l’arretrato civile farebbe guadagnare il 4,8% del prodotto interno lordo. La spesa pubblica complessiva per tribunali e procure supera i 7,5 miliardi di euro. Abnorme la durata dei fallimenti, più di 10 anni in media.

Il mondo rimase indifferente

..Alla promulgazione delle leggi razziali, nel 1938, il mondo intorno a noi rimase indifferente. Eppure eravamo persone oneste, con l’unica colpa d’essere nate. Io avevo 8 anni. Era una sera d’estate. Mio padre mi prese da parte e mi disse che non sarei più potuta tornare alla scuola elementare Fratelli Ruffini, perché ero ebrea. Avevo finito la seconda, aspettavo di andare in terza. Le mie amichette mi segnavano a dito per strada, senza pietà. È importante, la pietà. Per chi la prova e per chi la riceve». Liliana Segre, una delle poche ebree uscite vive da Auschwitz, ha perso nella Shoah, oltre al padre, altri sei familiari: i nonni paterni, e quattro cugini. Dal 6 febbraio 1944 al 1° maggio 1945, quando fu liberata dalle truppe americane, la bambina con il pigiama a righe è passata attraverso quattro lager: da Auschwitz- Birkenau a Ravensbrück, poi in uno Jugendlager, infine a Malchow.

Veicolo di democrazia solidale

Coloro che operano nella giurisdizione, magistrati e avvocati innanzitutto, devono aver ben chiaro d’essere chiamati a guidare non solo e non tanto un modello tecnico di risoluzione delle controversie, ma ancor prima uno tra i veicoli di democrazia solidale pensati dai nostri Padri Costituenti. E allora, la corretta e piena interpretazione di detta funzione è certamente di per sé necessaria alla tutela dei diritti inalienabili, ma può assurgere anche a riferimento trainante per la crescita democratica della nostra Società.

Per tale motivo, magistrati e avvocati devono rivendicare e difendere insieme la condizione, non rinunciabile, della piena indipendenza della attività giurisdizionale, indipendenza dagli altri poteri dello Stato, ma anche da altre forme di possibile condizionamento. Mi riferisco all’invasività di un certo sistema mediatico, che, trasformando il processo in occasione di profitto, finisce con il banalizzarne e delegittimarne la funzione; alla tendenza generalizzata ad anteporre obiettivi economici o finanziari, alla necessaria qualità del processo.