PAT,stranezze

Suscita un senso di perplessità la lettura dell’art.7 del DL 31 agosto 16 nr.168 (decreto Giustizia), laddove si normano le “Disposizioni sul processo amministrativo telematico” disponendosi testualmente:
…d) all’articolo 13,(nota redazionale:delle norme di attuazione, di cui all’allegato 2 del codice del processo amministrativo)dopo il comma 1-bis, sono inseriti i seguenti:
1-ter. -omissis-
1-quater. Sino al 31 dicembre 2017 i depositi dei ricorsi, degli scritti difensivi e della documentazione devono essere effettuati con PEC o, nei casi previsti, mediante upload attraverso il sito istituzionale, dai domiciliatari anche non iscritti all’Albo degli avvocati. Le comunicazioni di segreteria sono fatte alla PEC del domiciliatario.»

Avvocati nel mirino dei regimi

Arresti, torture, uccisioni. Dall’Egitto alla Turchia, l’attacco a difensori dei diritti umani è ormai una pratica diffusa.

Nel Congresso delle Nazioni Unite sulla prevenzione del crimine e il trattamento dei trasgressori, svoltosi a l’Avana nel 1990, venne ratificato che «I governi devono assicurare che gli avvocati siano in grado di svolgere tutte le loro funzioni professionali senza intimidazioni, ostacoli, molestie o interferenze improprie».

Un principio oggi sistematicamente violato, infatti a fronte dell’attacco subito da coloro che nel mondo difendono i diritti umani, cresce anche la persecuzione di chi ha come compito quello di garantire i diritti legali dei cittadini. Un salto “qualitativo” della repressione che identifica il difensore con il suo cliente, quando quest’ultimo è un oppositore politico l’avvocato viene messo nel mirino dei regimi. In occasione della presentazione del rapporto 2015-2016 di Amnesty International, nel febbraio di quest’anno, il segretario generale dell’organizzazione Salil Shetty ha evidenziato come «non sono solo i nostri diritti a essere minacciati, lo sono anche le leggi e il sistema che li proteggono». Una tendenza che attraversa il pianeta non esclusa l’Europa…

Rateizzazione pena pecuniaria

La persona condannata a una pena pecuniaria, qualora si trovi temporaneamente nell’impossibilità di pagarla, può chiedere la rateizzazione del pagamento. La domanda, in carta semplice (senza marche da bollo), deve essere indirizzata al magistrato di sorveglianza competente sul luogo in cui l’interessato ha la residenza o il domicilio. L’interessato può farsi assistere da un avvocato per redigere la domanda e partecipare all’udienza camerale, oppure può utilizzare per la domanda il fac-simile di istanza e rimettersi, per l’udienza camerale, al difensore d’ufficio, eventualmente chiedendo anche l’ammissione al patrocinio gratuito (vedi “come fare per presentare istanza di patrocinio a spese dello stato” in questo sito). Occorre: