Consulta su “ITALICUM”

COMUNICATO DELLA CORTE COSTITUZIONALE.

Oggi, 25 gennaio 2017, la Corte costituzionale si è pronunciata sulle questioni di legittimità costituzionale della legge elettorale n. 52 del 2015 (c.d. Italicum), sollevate da cinque diversi Tribunali ordinari. La Corte ha respinto le eccezioni di inammissibilità proposte dall’Avvocatura generale dello Stato. Ha inoltre ritenuto inammissibile la richiesta delle parti di sollevare di fronte a se stessa la questione sulla costituzionalità del procedimento di formazione della legge elettorale, ed è quindi passata all’esame delle singole questioni sollevate dai giudici.

Nel merito ha rigettato la questione di costituzionalità relativa alla previsione del premio di maggioranza al primo turno, sollevata dal Tribunale di Genova, e ha invece accolto le questioni, sollevate dai Tribunali di Torino, Perugia, Trieste e Genova, relative al turno di ballottaggio, dichiarando l’illegittimità costituzionale delle disposizioni che lo prevedono.

Difensore,accessorio non indispensabile

La Camera Penale di Bologna ha denunciato che un Collegio del Tribunale del riesame ha deciso, prima ancora della celebrazione dell’udienza. Il problema è che siamo convinti, noi per primi, dell’integrità e della buona fede dei magistrati di quel collegio del Tribunale del riesame: ma è proprio questo che dovrebbe spaventare tutti, non solo noi. Simili episodi – almeno quelli conosciuti – rafforzano ancor di più l’esigenza di separare le carriere della magistratura requirente da quella giudicante…  L’ANM locale è subito intervenuta per affermare che “alcun elemento può porre in dubbio l’integrità e la buona fede dei magistrati coinvolti”, e che il diritto di difesa dell’interessato non avrebbe “in concreto subito né danni, né limitazioni”…

…La “pre-decisione” non mortifica solo i difensori, ma tutti i soggetti della giurisdizione e la stessa Costituzione…(uncpi)

Giudice ironizza su Avvocato

Prendere in giro un avvocato non si può, anche se ha torto. Un magistrato,oltremodo ironico nei confronti di un avvocato, è stato sanzionato dal Csm per avere tenuto un “tono irridente e allusivo” nei confronti di una curatrice nell’ambito di una procedura di sostegno. La Suprema corte ha depositato una sentenza con la quale conferma la censura inflitta dal Csm, che è una “dichiarazione formale di biasimo” a carico del magistrato per avere violato il “i doveri di correttezza, imparzialità ed equilibrio, ponendo in essere abitualmente provvedimenti lesivi della sua immagine, gravemente scorretti nei confronti di parti, difensori, personale amministrativo, colleghi e ausiliari” (legge 109 del 2006 sugli illeciti disciplinari dei magistrati)…