Urbanistica.Nozione di variante

Urbanistica.Nozione di variante. La nozione di “variante” deve ricollegarsi a modificazioni qualitative o quantitative di non rilevante consistenza rispetto all’originario progetto e che gli elementi da prendere in considerazione, al fine di discriminare un nuovo permesso di costruire dalla variante ad altro preesistente, riguardano la superficie coperta, il perimetro, la volumetria, le distanze dalle proprietà viciniori, nonché le caratteristiche funzionali e strutturali, interne ed esterne, del fabbricato. Il nuovo provvedimento (da rilasciarsi con il medesimo procedimento previsto per il rilascio del permesso di costruire) rimane in posizione di sostanziale collegamento con quello originario ed in questo rapporto di complementarietà e di accessorietà deve ravvisarsi la caratteristica distintiva del permesso in variante, che giustifica – tra l’altro – le peculiarità del regime giuridico cui esso viene sottoposto sul piano sostanziale e procedimentale. Rimangono sussistenti, infatti, tutti i diritti quesiti e ciò rileva specialmente nel caso di sopravvenienza di una nuova contrastante normativa che, se non fosse ravvisatale l’anzidetta situazione di continuità, renderebbe irrealizzabile l’opera.

Forza maggiore

Il ritardo nei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni non è invocabile come causa di forza maggiore. “Il ritardato pagamento da parte delle pubbliche amministrazioni non può configurare un evento imprevedibile ed irresistibile tale da rientrare nella fattispecie di “forza maggiore”. Questa la conclusione a cui sono giunti i giudici della CTR romana ritenendo che la situazione di ritardo lamentata dal contribuente è, invece, piuttosto ricorrente e prevedibile.

I giudici di appello hanno, infatti, basato la propria decisione sulla giurisprudenza unionale ( Corte di Giustizia CE C/314/06) secondo la quale la nozione di forza maggiore, in materia tributaria e fiscale, comporta l’esistenza di un elemento oggettivo (circostanze anormali ed estranee all’operatore) e di un elemento soggettivo (obbligo dell’interessato di premunirsi contro le conseguenze dell’evento anormalo).

Disconoscimento fotocopia

Disconoscimento di copia fotostatica.L’art. 2719 cod. civ. -che esige l’espresso disconoscimento della conformità all’originale delle copie fotografiche o fotostatiche- è applicabile tanto alla ipotesi di disconoscimento della conformità della copia al suo originale, quanto a quella di disconoscimento della autenticità di scrittura o di sottoscrizione; nel silenzio normativo sui modi e termini in cui deve procedersi, entrambe le ipotesi sono disciplinate dagli artt. 214 e 215 cod. civ., con la conseguenza che la copia non autenticata si ha per riconosciuta, tanto nella sua conformità all’originale quanto nella scrittura e sottoscrizione, se non venga disconosciuta in modo formale e inequivoco alla prima udienza o nella prima risposta successiva alla sua produzione (Cass.06/02/2019, n. 3540);