Pensione anzianità

Requisiti per accedere alla pensione di anzianità.Maturato il diritto, da quando decorre? A norma dell’art. 7 del Regolamento per le prestazioni previdenziali di Cassa Forense, la pensione di anzianità è corrisposta, a domanda dell’iscritto che abbia maturato 61 anni di età e almeno 39 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa (fino al 31.12.2019).

Dal 1° gennaio 2020 saranno necessari 62 anni di età e almeno 40 anni di effettiva iscrizione e contribuzione alla Cassa. La corresponsione della pensione è in ogni caso subordinata alla cancellazione dall’albo degli avvocati e dall’albo speciale per il patrocinio davanti alle giurisdizioni superiori. In caso dei reiscrizione ad uno degli albi suddetti la pensione di anzianità è sospesa, sino alla cancellazione dall’albo.

Liquidazione compenso stima

Esecuzione forzata. Liquidazione del compenso all’esperto. Con ordinanza del 18 febbraio 2016, iscritta al n. 111 del registro ordinanze 2018, il Tribunale ordinario di Vicenza, in funzione di giudice dell’esecuzione immobiliare, ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’art. 161, terzo comma, delle disposizioni per l’attuazione del codice di procedura civile «nella parte in cui prevede che il compenso dell’esperto venga calcolato in base al ricavato realizzato dalla vendita del bene, nonché nella parte in cui prevede che, prima della vendita, non possano essere liquidati acconti in misura superiore al 50% del valore di stima, in relazione agli artt. 3, 36, 41, 97 e 117 Costituzione, quest’ultimo in relazione al principio di proporzionalità, quale principio generale del diritto comunitario primario». Ad avviso del rimettente, la liquidazione del compenso in base al valore di vendita dell’immobile sarebbe in contrasto con il principio di ragionevolezza (art. 3 Cost.), sotto molteplici profili…

Ordinanza demoliz. non comunicata

Urbanistica.Ordinanza di demolizione e conseguenze della mancata comunicazione per vizo di notifica. La mancata comunicazione al destinatario dell’ordinanza di demolizione non è idonea a incidere sulla legittimità di tale provvedimento, ma soltanto rende inesigibile l’ordine in esso contenuto (in quanto non conosciuto da chi avrebbe dovuto eseguirlo); il che, però, a sua volta, rende invece viziati, e perciò illegittimi (non essendovi stati i necessari atti prodromici), sia il successivo atto di accertamento della mancata spontanea ottemperanza (perché, non essendo stato conosciuto l’ordine, la demolizione non era esigibile dal privato, cosicché non può configurarsi un inadempimento di questi, e neppure può perciò dirsi verificata alcuna gratuita acquisizione al patrimonio comunale in suo danno), sia, ancora più a valle, l’ordine di sgombero dell’immobile interessato dalle opere abusive.